Dov'è la vittoria

Dov'è la vittoria


Un congresso sull’Europa

Se guardiamo alla Brexit, all’elezione di Donald Trump, alla crisi del socialismo europeo e a tutto quello che rischia di arrivare nei prossimi mesi – fra elezioni olandesi e francesi, per non parlare di quelle di casa nostra, quando si faranno – il momento è davvero spaventevole. Più che dove sia la vittoria, verrebbe da chiedersi dove sia l’uscita. Qualcuno l’aveva detto, che a pensare di risolvere tutti i problemi con il mercato saremmo finiti male, ma è una magra consolazione. Bisogna riconoscere che il vecchio Karl Marx non aveva tutti i torti quando sosteneva che ogni tanto il capitalismo si autoaffonda. Questa volta ha sbriciolato uno dei suoi pilastri – il benessere del […]

Me lo aveva detto mio padre

Dove sia la vittoria non saprei, ma la lettura del dibattito che sotto questo bizzarro titolo si è sviluppato su Left Wing mi spinge a portare, come si dice in questi casi, una testimonianza personale. Una testimonianza che può forse essere utile, se non a recuperare la fiducia perduta, almeno ad allargare un po’ il quadro. Vedete, io vengo da un’educazione cattolica e da un imprinting politico centrista, sviluppatosi poi in lievi spostamenti verso destra e sinistra a seconda dell’emergere di posizioni e programmi che mi parevano di volta in volta particolarmente interessanti e condivisibili. Crescere cattolico e centrista – e, aggiungerei, figlio di figli della Bassa padana – significa, in poche parole, avere […]

Tradizione e rottamazione

Francesco Cundari ritiene che la fase positiva di Renzi, culminata col 40%, peraltro alle europee, fosse legata all’aver tenuto insieme rottamazione e tradizione (la spinta della prima e buona parte del radicamento della seconda), fino alla piena adesione al Pse. In effetti, se non ricordiamo male, fu solo dopo quel 40%, che Renzi premier si inoltrò in terreni (lavoro e scuola) dove nella tradizione era fatale che inciampasse. È stato con quelle riforme che il blocco socialdemocratico ha cominciato a differenziarsi fra beneficiari e danneggiati dalle riforme strutturali che in effetti, dopo ultradecennali vade retro, venivano avviate. Il problema è che se da un lato, diciamo quello sinistro segnato dal conservatorismo dei deboli, era […]

Non basta dire evviva il mondo aperto

Per ragioni che spero risultino immediatamente comprensibili, quando si parla di legge elettorale a me vengono sempre in mente i borghi putridi. Sarà perché al liceo un po’ di storia (non molta) l’ho studiata, sarà perché in quegli anni – negli anni in cui studiavo al liceo – in Italia quasi non si parlava di leggi elettorali, sarà infine perché in Inghilterra hanno cominciato prima di noi, a cimentarsi col voto, sta di fatto che a me viene sempre in mente la storica battaglia per l’eliminazione dei borghi putridi (e i loro cugini, i cosiddetti borghi tascabili). Inghilterra, anno del Signore 1832. Al governo c’è Lord Charles Grey, con il quale il partito whig […]

Come (ri)prendere il 40%

Ha ragione Francesco Cundari quando sostiene che non convince l’analisi di chi ritiene che il 40 per cento sia un gran risultato. Il 40 per cento in un referendum è una sconfitta netta, non può mai essere un gran risultato. Però 13 milioni di persone, quelle che hanno votato Sì il 4 dicembre, sono un gran numero. E quindi, in un certo modo, non credo sia sbagliato sostenere che si debba ripartire da lì, se per ripartire da lì non intendiamo esercitarsi in una facile e sbagliata equazione – 40% al referendum = 40% percento alle elezioni per il Pd guidato da Matteo Renzi – ma se lo usiamo come dato inconfutabile di partenza […]

Dov’è la vittoria

All’indomani del referendum era giusto preoccuparsi per prima cosa di assicurare un nuovo governo e un passaggio di consegne ordinato, per evitare che la sconfitta del Pd apparisse come una rotta dell’Italia. Un rischio peraltro scongiurato solo in parte, come ha spiegato qui Carlo Derrico, rimettendo in sequenza i non rassicuranti fotogrammi dell’offensiva finanziaria sul nostro paese. Ora però che la sentenza della Consulta sull’Italicum ha sgombrato il campo anche dall’ultimo alibi che sembrava paralizzare la politica italiana, è venuto il momento di riprendere il filo del discorso interrotto il 4 dicembre, guardare in faccia i problemi che quel risultato lascia aperti, gli errori e le responsabilità che chiama in causa, e dirsi finalmente […]