Le mani nelle buste paga degli italiani

Ancora una volta, in occasione della manovra finanziaria, Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti hanno ripetuto che il governo “non ha messo le mani nelle tasche degli italiani”. Mai come in questa occasione dovrebbe però apparire chiaro a tutti il reale significato politico di un simile ritornello. Lasciando per un attimo da parte il tema del valore educativo, civile e culturale dell’espressione in sé – l’idea che il prelievo fiscale da parte dello stato sia equiparabile a una rapina – mai come oggi risultano evidenti…

Il gioco delle tre carte sulla crisi

Sebbene le previsioni stilate da osservatori pubblici e privati continuino a indicare permanenti difficoltà delle economie europee sul sentiero dell’uscita dalla crisi, soprattutto per quanto riguarda il basso tasso di occupazione e la crescente disoccupazione giovanile, la quasi totalità dei governi europei sembra essere già passata alla fase successiva. Il settore pubblico – che di questa crisi è stato quasi ovunque vittima sacrificale, dovendosi accollare le enormi perdite dirette e indirette del settore privato…

Dal Ticino con furore

Di questi tempi la vita politica svizzera non deve offrire grandi occasioni di svago. Pur avendo già esposto ampiamente la sua tesi sul Foglio – e dopo la breve parentesi promozionale dedicata al suo libro, in cui per l’occasione ha avuto modo di definire Pier Luigi Bersani “totalmente inadeguato” e Massimo D’Alema un “problema umano” – Carlo De Benedetti è tornato infatti a perorare la causa del taglio delle tasse e della lotta all’evasione fiscale nel nostro paese, stavolta sul Sole 24 Ore

I rischi della strategia europea

Dopo settimane di autentico terrore, il vertice europeo del 9 maggio ha approvato un maxi-piano di salvataggio per la Grecia che, pur fra residue turbolenze dei mercati sul fronte dei cambi, sembra avere ridato un po’ di fiato all’Ue. Oltre all’ammontare complessivo (ben 750 miliardi di euro, ripartiti fra Ue, stati membri e Fmi) e alle modalità di erogazione, due sono le decisioni che possono essere guardate con particolare favore. La prima riguarda la possibilità per la Banca centrale europea di acquistare titoli…

La crisi del maastrichtismo

La crisi che sta investendo la Grecia in queste ultime settimane ha ricordato a molti la terribile estate del 1992. Il no al Trattato di Maastricht decretato nel giugno di quell’anno dalla Danimarca e le successive attese sul risultato dell’analogo referendum francese si erano trasformate in un vero e proprio incubo per il nostro paese. Un’attività speculativa, prima latente e poi sempre più estesa, aveva finito col costringere l’Italia – dopo una pesantissima emorragia di riserve valutarie – ad abbandonare lo Sme…

L’ultima lezione dell’Accademia liberista

La fioritura autunnale di opuscoli, articoli di giornale e commenti televisivi che ha fiancheggiato il governo irridendo l’ondata di proteste degli studenti è oggi ridotta a un cumulo di foglie morte. La settimana appena passata segna infatti l’archiviazione dell’argomento ricorrente di quella pubblicistica: l’idea che l’università sia virtuosa, in America, perché fondata sul contributo finanziario degli studenti…

Il silenzio degli economisti

cosa dicevamo

Qualche anno fa Robert Barro, professore di economia a Harvard, sostenne che una delle mosse più abili della cosiddetta rivoluzione delle aspettative razionali era stata proprio quella di usare il termine “razionale”. I contestatori di quell’approccio furono così costretti a fare i conti con un dilemma: schierarsi dalla parte dell’irrazionalità o descrivere gli altri come irrazionali, entrambe posizioni molto scomode per qualunque studioso. Sta soprattutto qui, secondo me, la grande forza – ma in ultima istanza anche la debolezza – di un modo di pensare che ha egemonizzato la cultura occidentale negli ultimi trent’anni. Una forza esaltata dalla lunga stagione conservatrice in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, dopo l’attenta opera di preparazione svolta […]

Tremonti, l’Europa e il prodismo ineluttabile

Sono passati ormai nove mesi da quando il Fondo monetario, davanti all’incedere della crisi, invitò i governi a un uso discrezionale della leva fiscale a sostegno della domanda aggregata. Da allora molte cose sono successe, e l’iniziale timidezza ha rapidamente lasciato spazio a iniziative di vario genere. Pure l’Europa, solitamente riluttante a impegni di questo tipo, ha deciso di mettere sul piatto 200 miliardi di euro…

Il ritorno dello Stato

Fino a qualche tempo fa, i pochi che ancora invitavano a non dare per scontata la profezia sulla progressiva e irreversibile perdita di ruolo degli stati sovrani tendevano a essere guardati come degli inguaribili passatisti, incapaci di comprendere la realtà del nuovo mondo globale. Questo avveniva sia nel campo degli studi giuridici, economici o politologici, sia nel dibattito pubblico. Oggi, improvvisamente, sembra di vivere in un altro mondo…

Prodi, Tremonti e la nuova Bretton Woods

[articolo di Mario Lettieri e Paolo Raimondi*]

La crisi finanziaria galoppa negli Stati Uniti e si propaga nel resto del mondo. E’ esplosa con i mutui subprime, cioè mutui immobiliari concessi di fatto senza garanzie e sui quali poi si sono innescate operazioni speculative con strumenti finanziari derivati, e più recentemente ha invaso i settori delle materie prime a cominciare dal petrolio…