La sinistra al tempo di Trump

«Fare il congresso come alternativa al trumpismo, al lepenismo, al massimo al grillismo». Già, ma qual è l’alternativa? Perché le prossimi settimane si consumeranno in una lunga guerra sulle date, le scadenze, il regolamento, il tesseramento, la legge elettorali, il voto, ma poi un’alternativa a quel Cerbero a tre teste che ha preso forma «là fuori», come ha detto Renzi ieri, alla Direzione nazionale, bisognerà pure che il partito democratico la trovi. Trumpismo vuol dire almeno due cose: nazionalismo economico e fine dell’età dei diritti. Dagli anni Novanta in poi, le sinistre riformiste sono state invece quasi tutte internazionaliste in economia e progressiste in tema di diritti civili… continua a leggere (Il Mattino)

Winona Ryder, miglior premiata protagonista

Cara Winona, sei la mia unica speranza. Mai come quest’anno la stagione dei premi – in quanto manifestazione morale del mondo – si è rivelata complicata. La colpa è di Donald Trump, che non ha mai fatto niente per rendersi simpatico, e ciò non di meno comanda. La colpa è di Meryl Streep, che all’inizio dell’anno ha ricevuto il Golden Globe alla carriera, e con l’occasione si è espressa in veemente difesa dei tre «gruppi sociali più maltratti d’America»: Hollywood, la stampa e gli stranieri. (Te ne viene in mente almeno un’altra mezza dozzina? Sei la solita benaltrista)… continua a leggere (Gioia)

Le brioche vegane di Melania T.

Cara Melania, mentre leggevo la tua lettera pensavo: ma questa mi pare di conoscerla. Poi, arrivata alla firma, ho capito chi mi ricordavi: Melania Hamilton, la gatta morta di Via col vento la cui tenuta sotto sforzo è un faro per ogni donna che voglia durare sul lungo periodo, mica solo avere qualche fuggevole momento di sfarzosa gloria. La tua omonima aveva una disciplina da educazione siberiana, un tratto che leggo anche tra le tue righe. Comprendo bene le tue istanze, e condivido il punto principale: il feticismo dell’infanzia è una gran comodità… continua a leggere (Tempi)

Lo sberleffo intimidatorio

Due giorni fa il direttore del Corriere della sera, Luciano Fontana, firmava un lungo articolo per rispondere punto su punto alle accuse rivolte al giornale dal blog di Beppe Grillo. Ieri il direttore di Repubblica, Mario Calabresi, scriveva un editoriale non meno impegnativo in polemica con l’iniziativa di Luigi Di Maio, che ha inviato all’Ordine dei giornalisti una inquietante lista di cronisti sgraditi. In tutto questo c’è più di qualcosa che non torna. Intendiamoci. Se la minacciosa invettiva contro il Corriere, invece che dal blog di un comico, fosse venuta da un intervento pronunciato in parlamento o in conferenza stampa da un segretario di partito, non c’è dubbio che l’effetto sarebbe stato molto diverso, […]

Se l’indole violenta si svela

La denuncia dell’onorevole Luigi Di Maio segna un nuovo punto nella storia dei difficili rapporti dei Cinquestelle con l’informazione e va presa dunque con estrema serietà. Per il vicepresidente della Camera dei Deputati il Movimento è vittima di una campagna diffamatoria. La campagna diffamatoria è su tutti gli organi di informazione in queste giornate: a proposito delle polizze vita intestata alla ignara sindaca di Roma Virginia Raggi, che secondo Di Maio i giornali presenterebbero in un’ottica falsa e menzognera, formulando ogni genere di ipotesi diverse dalla mera generosità di colui che quelle polizze ha acceso, il fido Romeo. Vi sono un paio di cose da dire su questo punto, e poi, più in generale, […]

Se la politica dimentica la città

Nel 2007 il tasso di urbanizzazione della popolazione mondiale ha raggiunto il 50%: tre miliardi e trecento milioni di persone. Per comprendere la portata di questo mutamento epocale, basti solo pensare che nel 1900 soltanto il 10% di essa abitava nelle città. Nel nostro stesso Paese, nei comuni ad alta urbanizzazione (che rappresentano il 3,3% del totale nazionale e una superficie territoriale complessiva del 4,8%) è presente il 33,3% della popolazione italiana. In un rapporto dal titolo molto esplicativo, Urban world: Mapping the economic power of cities, nel 2011 il McKinsey Global Institute metteva in evidenza come proprio nel 2007 la metà del Pil mondiale era stato generato dalle 380 principali aree urbane dei […]

Il filo rosso da Craxi ai 5 stelle

«Bisogna innanzitutto dire la verità delle cose e non nascondersi dietro nobili e altisonanti parole di circostanza che molto spesso, e in certi casi, hanno tutto il sapore della menzogna»: 3 luglio 1992, nell’aula del Parlamento Bettino Craxi pronuncia un discorso passato alla storia per la crudezza con la quale il leader socialista affrontava il tema del finanziamento pubblico dei partiti. Tangentopoli è ormai esplosa, e l’intero assetto istituzionale è profondamente scosso non solo dall’inchiesta «Mani pulite», ma anche da fatti gravissimi, come l’attentato in cui ha perso la vita il magistrato Giovanni Falcone (solo due settimane dopo, il 19 luglio, cadrà vittima di un attentato anche Paolo Borsellino). Il discorso di Craxi andrebbe […]

Mezzogiorno, la surroga della Chiesa

La Chiesa si dà convegno per parlare di lavoro, del futuro dei giovani e di Mezzogiorno. Lo fa chiamando a ragionare di problemi sociali, di welfare, di prospettive occupazionali, il Presidente della CEI, il cardinal Bagnasco, e il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca; il Ministro per il Mezzogiorno, De Vincenti, e un economista di chiara fama come il professor Becchetti. E poi i vescovi delle chiese del Sud, riuniti dal Cardinale Sepe, il prossimo nove febbraio, per lanciare un messaggio che ha già, fin nell’annuncio, un fortissimo carattere performativo: segnala cioè, per il solo fatto che viene lanciato, che gli altri corpi intermedi della società hanno perduto questa capacità. La Chiesa parla, […]

I nuovi catastrofisti

La tensione con la Commissione europea, che parla addirittura di un «rischio commissariamento», e le durissime dichiarazioni del solitamente compassato ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che parla di un attacco alla «sovranità economica italiana», sono solo l’ultimo passo di una danza cominciata il 5 dicembre, all’indomani del referendum costituzionale. All’indomani del referendum costituzionale, infatti, l’Italia si è svegliata di colpo più debole, più sola e più esposta a ogni genere di offensiva: dal tentativo di scalata francese a Mediaset (e non solo) alle minacciose reprimende del commissario europeo Pierre Moscovici persino sulle spese per i terremotati. Dare la colpa di tutto questo agli elettori che hanno votato No sarebbe ovviamente ridicolo, antidemocratico e autolesionista. […]

Trump e la Corte Suprema

Per certi aspetti era la nomina di Trump più attesa e importante, quella del nono membro della Corte Suprema. E scegliendo Neil Gorsuch – giudice della Corte d’appello del Colorado – il Presidente ha compiuto una scelta scontata, ma non banale. Gorsuch non solo ha uno straordinario pedigree (studi universitari alla Columbia, dottorato a Oxford, Law School ad Harvard nello stesso anno di Obama), ma pur facendo propri assiomi classici del conservatorismo giuridico sembra essere figura meno ideologica e di rottura rispetto ad altri nomi considerati. È anche lui, come Antonin Scalia il giudice che dovrebbe sostituire, un “originalista”: convinto, cioè, che qualsiasi valutazione di costituzionalità debba essere ispirata da uno sforzo di comprensione […]