Coraggio cercasi

La Rai del primo Amministratore dall’ampio potere sta terminando il suo ciclo esattamente da dove con tutta evidenza avrebbe dovuto cominciare: la riforma della struttura dell’informazione. Perché sono tutti lì i nodi organizzativi ed economici che costringono la Rai, ben che vada, alle fughe da fermo. Come sciogliere quei nodi? L’idea più gettonata è di «liberare la Rai dalla politica», formulata in versione sbarazzina da bar («privatizziamo») e pensosa da convegno (facciamo la Fondazione, diamo le nomine ai Rettori d’Ateneo e via contorcendo). Ma i problemi sono più interni alla Rai che derivanti dal sistema di leggi e poteri che la condiziona, anche perché in questi anni qualcosa di nuovo è accaduto: la cancellazione […]

Il nome del blu

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Cara Left Wing, non so se hai letto la storia del nuovo blu senza nome. C’è questo chimico della Oregon State University che facendo inavvertitamente casino con degli ossidi e un forno si è ritrovato a creare un blu inesistente in natura. Dicono che sia la prima tonalità di blu nuova in duecento anni. Naturalmente non ci è voluto moltissimo perché si trovasse una forma di sfruttamento commerciale e quindi un’azienda chiedesse alla Food and Drug Administration il permesso di vendere le matite del nuovo blu dopo i test di tossicità. Altrettanto naturalmente l’azienda in questione si è trovata di fronte al problema del nome da dare al colore, ché mica puoi mandare il bambino […]

Lacrime di bufala

Evan Williams (ieri su tutti i giornali) e Zuckerberg (tre mesi fa), rispettivamente padri di Twitter e Facebook, si dicono preoccupati perché gli odiatori compulsivi, i terroristi esplosivi, gli allevatori di bufale e i vari mungitori di click abusano delle loro creature socializzanti al punto da renderle repellenti agli stessi occhi dei genitori. E gli inventori sono i primi a non veder rimedio, al punto che Zuckerberg ha sparato la assunzione di 3.000 (tremila) controllori per individuare e fulminare i contenuti sconvenienti. Iniziativa bufalesca in se stessa, come l’idea di arrestare uno tsunami con poveracci che ne ingurgitino le onde. Lacrime di bufala a parte, l’irruzione dell’“eccesso” nella comunicazione non è cosa nuova se […]

Per una lingua intercettabile

Che dire del fenomeno delle intercettazioni effettuate dentro un processo legale che illegalmente (come per lo scambio fra i due Renzi) si trasferiscono al processo mediatico? Da Lilli Gruber, ieri sera, Brunetta condannava l’illegalità, Travaglio non la negava in diritto, ma ne vedeva spostata la soglia di fatto, in un mondo in cui la duplicazione e propalazione di documenti è alla portata tecnica di chiunque. Nulla di nuovo: siamo al solito confronto fra la certezza del diritto («una norma va rispettata finché non viene cambiata») e i mutamenti del mondo che ne svuotano l’applicabilità. Anche se dipende: ci sono settori, come il proibizionismo nel campo delle droghe, dove la norma pur palesemente idiota è applicata perché […]

La congiura dei polveroni

La telefonata di marzo dei due Renzi, attorno a cui è stato composto in fretta e furia l’opuscolo (dattiloscritto da Marco Lillo) che già ruba mercato a quello di de Bortoli, ci ha richiamato alla mente il 20 maggio del 1604 a Londra quando, regnante Giacomo I, successore di Elisabetta, veniva concepita la «congiura delle polveri». La lungimirante idea era di far saltare per aria, da lì a un anno e mezzo, il Sovrano e tutto il Parlamento, che non deflettevano dalla politica di rottamazione del partito cattolico, a suo tempo avviata da quel birbone di Enrico VIII. La polvere da sparo necessaria alla bisogna era affidata a un congiurato di nome Guy Fawkes. […]

La Rai dell’Anti-casta

Di Rizzo e Stella, i fondatori del ciclo dell’Anti-casta, sono innumerevoli le imitazioni, come per la Settimana enigmistica. Ma mentre questa tiene la sua strada di sempre, i due paiono in cerca di nuovi stimoli. Tant’è che sul Corriere di oggi si occupano entrambi di Rai. Rizzo a pagina 9, per spezzare una lancia a favore della istituenda nuova testata web (quella destinata a Gabanelli), mentre Stella la sua lancia la spezza a pagina 23, a favore di una proposta di fiction bocciata dagli addetti Rai nonostante che da sette anni venga costantemente riproposta da Claudia Mori in Celentano. Il primo, Rizzo, in coerenza – o non contradizione – con la pulsione anti-spreco propria […]

La7 e il futuro della tv

La televisione italiana ha cominciato a trasmettere nel 1954, ma è stata fondata, per come in gran parte la conosciamo, negli anni Settanta. Ad allora risalgono il caravanserraglio strutturale dell’informazione Rai, il monopolio predatorio di Publitalia/Mediaset che (per rendita e non per merito) avevano le risorse di cui campare. La7, schiacciata dalle soverchie reti altrui, ha vissuto sempre a debito incassando ricavi pari alla metà dei costi. In moneta attuale una perdita annuale di circa 100 milioni l’anno. Ma siccome a detenerne la proprietà erano grandi gruppi che la mettevano fra i costi delle relazioni con le istituzioni, questo esistere senza futuro si è protratto di crisi in crisi finché non sono intervenuti due […]

Trionfi e abissi della Rai

Maltese funziona come Montalbano, sulla stessa quantità di pubblico (il 30% del totale) e con lo stesso assortimento di spettatori: lo zoccolo duro, durissimo, sono per entrambi le donne e in particolare le over 45. Gli uomini seguono l’onda casalinga, numerosi anch’essi, specie gli anziani, anche se non ai livelli plebiscitari delle spose e compagne. A voler sottilizzare si può al massimo notare qualche maggiore attenzione maschile a favore delle storie di Maltese, forse perché più curvate verso l’action (nell’ambito del nostro western: la guerra permanente tra gli sceriffi e la mafia). Mentre in Montalbano le azioni sono sporadiche e sovrastate semmai dalle intuizioni e intenzioni poliziesche in salsa di commedia all’italiana, ascendente Germi. […]

Operai e Beethoven

Lerner è tornato tra gli «operai» dopo trenta anni dal libro in cui ne scrisse nel 1985 (ci pare) quando già da qualche anno la prima robotizzazione e la marcia dei 40.000 capetti (e lo diciamo senza dileggio) avevano spezzato le reni al manovale specializzato che popolava la dialettica sociopolitica dei decenni precedenti. Da allora il processo di de-classamento del lavoro manuale è andato accelerando per la spinta del software che impara e della rete che lo rende onnipresente. Sicché la classe operaia non esiste più come soggetto politico anche se è sempre più numerosa come soggetto sociale, tanto più che è lì che sta sprofondando buona parte dell’antico ceto medio. Ancora non c’è un […]

Il format Le Pen-Macron

Ieri sera, ci siamo visti una buona metà del confronto fra Le Pen e Macron e ne abbiamo tratto due annotazioni, una televisiva e l’altra politica. La prima è che la tv francese sa organizzare i confronti meglio delle nostre. In particolare, ci è sembrato di intravedere quel format che la Rai ha mancato di montare per Semprini: il Duello. Certo, non per le due ore che solo le Presidenziali giustificano. Bastava un’ora, con luci di qualità, un giornalista pago di svolgere un servizio anziché passare da guru e, due per volta, con regole ferree quanto basta, il grillino e il piddino, l’immigrato e l’italiota, il globalista e il sovranista, sfidati a dirsele e […]