L’élite dell’aria che vibra

Bello il titolo scelto da Marco Tutino, compositore e organizzatore teatrale, per raccontare la sua storia di ragazzo che sceglie la musica come professione: Il mestiere dell’aria che vibra (Ponte alle Grazie). Un racconto che ha diversi pregi, come le pagine di «istruzioni per l’uso» di quel complesso artigianato di lusso che è l’opera lirica. Il cuore del libro è una proposta di politica culturale e artistica che parte da una piccola storia musicale, quella della corrente neoromantica. Nell’aprile del 1981, poco prima di diplomarsi, Tutino scrive una lettera aperta al suo insegnante di allora che viene pubblicata sulla rivista Musica/Realtà, proponendo un nuovo modo di scrivere musica antitetico  alla musica d’avanguardia e post avanguardia, accusata  di essere divenuta un linguaggio […]

Il museo delle sentenze

Oggi all’ordine del giorno ci sono le sentenze del Tar sugli annullamenti delle nomine di alcuni dei direttori di musei Statali avvenute a seguito di un bando pubblico del ministero della Cultura del gennaio 2015. La discussione si è accesa immediatamente tra coloro che «io l’avevo detto», quelli che «il solito Tar del Lazio» e chi «la sentenza dimostra il fallimento della riforma Franceschini». Come spesso accade in queste circostanze, molti interpretano i fatti attraverso filtri che mettono insieme simpatie e antipatie, ambizioni e frustrazioni, preconcetti e speranze per il futuro. Tuttavia la questione, per quanto tecnicamente complessa, è anche drammaticamente semplice. Il Tar ha emesso due diverse sentenze. La prima afferma che la procedura di selezione si […]

Zuffe private e pubbliche virtù

Non è certo elegante che una azienda si adoperi ad azzoppare i prodotti dei concorrenti, ma Striscia (il report quotidiano di Canale 5) lo fa regolarmente e, fin qui, pazienza. Da tempo non ci facciamo neanche più caso. La “intercettazione ambientale” sparata contro Insinna, il conduttore del contrapposto Affari Tuoi, merita tuttavia un commento almeno sotto due profili. Il primo è il salto di codice fra linguaggio “pubblico” e linguaggio “confidenziale”. Insinna, a nostro parere, non ha abusato del secondo ma piuttosto del primo quando a fine marzo a Carta Bianca ha trasudato espressioni fiorite dove il concetto meno mieloso era «dovremmo essere tutti più amici gli uni verso gli altri». Qualsiasi persona perbene si […]

Ricordi di Twin Peaks

Dopo una lunga attesa, un’attesa che per qualcuno è durata più o meno venticinque anni, lunedì è andata finalmente in onda la nuova puntata di Twin Peaks. È stato come quando sai che rivedrai una persona di cui sei stato innamorato tanti anni prima, e che quando tutto è finito non hai più incontrato nemmeno per caso: hai preferito conservare intatti i ricordi di quei giorni felici e burrascosi, intensi e complicati. Senza capire bene se i ricordi siano qualcosa che abbiamo o che abbiamo perso, come si chiedeva Woody Allen in uno dei suoi film più pensosi. Per questo rivederla un po’ ti spaventa. Ed è così anche con Twin Peaks, perché venticinque anni […]

Coraggio cercasi

La Rai del primo Amministratore dall’ampio potere sta terminando il suo ciclo esattamente da dove con tutta evidenza avrebbe dovuto cominciare: la riforma della struttura dell’informazione. Perché sono tutti lì i nodi organizzativi ed economici che costringono la Rai, ben che vada, alle fughe da fermo. Come sciogliere quei nodi? L’idea più gettonata è di «liberare la Rai dalla politica», formulata in versione sbarazzina da bar («privatizziamo») e pensosa da convegno (facciamo la Fondazione, diamo le nomine ai Rettori d’Ateneo e via contorcendo). Ma i problemi sono più interni alla Rai che derivanti dal sistema di leggi e poteri che la condiziona, anche perché in questi anni qualcosa di nuovo è accaduto: la cancellazione […]

Il nome del blu

blu

Cara Left Wing, non so se hai letto la storia del nuovo blu senza nome. C’è questo chimico della Oregon State University che facendo inavvertitamente casino con degli ossidi e un forno si è ritrovato a creare un blu inesistente in natura. Dicono che sia la prima tonalità di blu nuova in duecento anni. Naturalmente non ci è voluto moltissimo perché si trovasse una forma di sfruttamento commerciale e quindi un’azienda chiedesse alla Food and Drug Administration il permesso di vendere le matite del nuovo blu dopo i test di tossicità. Altrettanto naturalmente l’azienda in questione si è trovata di fronte al problema del nome da dare al colore, ché mica puoi mandare il bambino […]

Lacrime di bufala

Evan Williams (ieri su tutti i giornali) e Zuckerberg (tre mesi fa), rispettivamente padri di Twitter e Facebook, si dicono preoccupati perché gli odiatori compulsivi, i terroristi esplosivi, gli allevatori di bufale e i vari mungitori di click abusano delle loro creature socializzanti al punto da renderle repellenti agli stessi occhi dei genitori. E gli inventori sono i primi a non veder rimedio, al punto che Zuckerberg ha sparato la assunzione di 3.000 (tremila) controllori per individuare e fulminare i contenuti sconvenienti. Iniziativa bufalesca in se stessa, come l’idea di arrestare uno tsunami con poveracci che ne ingurgitino le onde. Lacrime di bufala a parte, l’irruzione dell’“eccesso” nella comunicazione non è cosa nuova se […]

Per una lingua intercettabile

Che dire del fenomeno delle intercettazioni effettuate dentro un processo legale che illegalmente (come per lo scambio fra i due Renzi) si trasferiscono al processo mediatico? Da Lilli Gruber, ieri sera, Brunetta condannava l’illegalità, Travaglio non la negava in diritto, ma ne vedeva spostata la soglia di fatto, in un mondo in cui la duplicazione e propalazione di documenti è alla portata tecnica di chiunque. Nulla di nuovo: siamo al solito confronto fra la certezza del diritto («una norma va rispettata finché non viene cambiata») e i mutamenti del mondo che ne svuotano l’applicabilità. Anche se dipende: ci sono settori, come il proibizionismo nel campo delle droghe, dove la norma pur palesemente idiota è applicata perché […]

La congiura dei polveroni

La telefonata di marzo dei due Renzi, attorno a cui è stato composto in fretta e furia l’opuscolo (dattiloscritto da Marco Lillo) che già ruba mercato a quello di de Bortoli, ci ha richiamato alla mente il 20 maggio del 1604 a Londra quando, regnante Giacomo I, successore di Elisabetta, veniva concepita la «congiura delle polveri». La lungimirante idea era di far saltare per aria, da lì a un anno e mezzo, il Sovrano e tutto il Parlamento, che non deflettevano dalla politica di rottamazione del partito cattolico, a suo tempo avviata da quel birbone di Enrico VIII. La polvere da sparo necessaria alla bisogna era affidata a un congiurato di nome Guy Fawkes. […]

La Rai dell’Anti-casta

Di Rizzo e Stella, i fondatori del ciclo dell’Anti-casta, sono innumerevoli le imitazioni, come per la Settimana enigmistica. Ma mentre questa tiene la sua strada di sempre, i due paiono in cerca di nuovi stimoli. Tant’è che sul Corriere di oggi si occupano entrambi di Rai. Rizzo a pagina 9, per spezzare una lancia a favore della istituenda nuova testata web (quella destinata a Gabanelli), mentre Stella la sua lancia la spezza a pagina 23, a favore di una proposta di fiction bocciata dagli addetti Rai nonostante che da sette anni venga costantemente riproposta da Claudia Mori in Celentano. Il primo, Rizzo, in coerenza – o non contradizione – con la pulsione anti-spreco propria […]