Omissis

Prima che dall’Udc, Silvio Berlusconi è stato abbandonato da un alleato molto prezioso e che finora si era dimostrato assai più fedele: la fortuna. Questa è la semplice ragione per cui anche gli ambiziosi progetti di federazione del centrodestra e di un ordinato svolgimento del tema della sua successione sembrano ormai di difficile realizzazione. Il caso degli omissis ricomparsi nella relazione americana (vedi articolo in terza pagina) rappresenta solo l’ultima tegola che cade sulla non più calva testa del presidente del Consiglio. Dietro quegli omissis sono emerse le mancate comunicazioni, le leggerezze e l’inefficienza della catena di comando americana, rendendo ancor più insopportabile l’atteggiamento giustificazionista, difensivo e a tratti persino intimidatorio che ha caratterizzato […]

E lui tra noi

Commentando la sconfitta della Casa delle libertà alle regionali, scrivevamo che Silvio Berlusconi poteva “perdere le elezioni senza perdere la testa e fondare la Fed dei conservatori” (vedi qui). Si è dato quindi il caso che Berlusconi in Senato abbia rilanciato il progetto della federazione, ma solo dopo aver perso la testa. Dopo essere andato da Ciampi per dimettersi senza dimettersi affatto, mentre i suoi alleati annunciavano pubblicamente la storica decisione, per poi ripensarci nel giro di ventiquattrore e dimettersi sul serio, mentre i suoi alleati annunciavano pubblicamente che questa volta, prima di chiudere la crisi, avrebbero aspettato di vedere il nuovo governo. Quindi si è presentato al Quirinale con la lista dei ministri […]

E io tra di voi

Ancora una volta, la vittoria schiacciante dell’opposizione alle regionali – che possiamo considerare le nostre vere elezioni di mid-term – determina una crisi apparentemente irreversibile nel governo e nella maggioranza. Così accadde nel 2000 con le dimissioni di D’Alema, quando il centrosinistra affidò ad Amato il compito di guidare un nuovo governo fino alle elezioni e a Rutelli quello di guidare la coalizione alla sconfitta, così accade oggi a Silvio Berlusconi. Ancora una volta, la maggioranza uscita dalle elezioni politiche non riesce ad arrivare alla fine naturale della legislatura con lo stesso governo con cui l’ha inaugurata. Ancora una volta, alle elezioni si tratterà di scegliere tra Silvio Berlusconi e Romano Prodi. Forse. Perché […]

La Casa brucia

Silvio Berlusconi può fare oggi quello che molti gli chiedono: portare a compimento quel decennale processo di unificazione e costituzionalizzazione della destra italiana che rimarrà comunque il suo principale merito storico, lasciando in eredità al suo successore una grande forza del partito popolare europeo. Può perdere le elezioni senza perdere la testa e fondare la Fed dei conservatori, prendendo a modello quella lista unitaria di centrosinistra che tanto scetticismo ha sollevato alla nascita nei commentatori e che oggi ha raccolto – con il suo leader Romano Prodi – un’investitura che nessuno ha più il coraggio di mettere in discussione. La vittoria elettorale ha sancito nell’Unione la fine della competition interna, la morte per consunzione […]

Volata finale

Will E. Coyote ha raggiunto il Road Runner. Dopo anni passati ad architettare le soluzioni più ingegnose, che gli si sono sistematicamente ritorte contro, il centrosinistra ha acchiappato quel superbo animale politico di nome Silvio Berlusconi, che fino a oggi e per ben dieci anni era sempre riuscito a sfuggirgli. E lo ha fatto nell’unico modo possibile: battendolo alle elezioni, in una campagna misurata e giocata sui temi del governo, in cui non ci sono state né chiamate alle armi contro il regime né adunate oceaniche convocate per approntare la resistenza (entrambe le strade, in verità, sono state proposte dall’ala intransigente e fortunatamente lasciate cadere dalla coalizione). Le undici regioni conquistate e l’enorme recupero […]

La volta buona

Si dice che gli elettori, andando a votare, consegnino la propria delega agli uomini politici. A volte però accade il contrario. A volte sono gli uomini politici che delegano le proprie scelte agli elettori. La federazione dell’Ulivo ne è un tipico esempio: se alle elezioni di domenica 3 e lunedì 4 aprile la lista unitaria prenderà nelle regioni del centro nord meno voti dei singoli partiti presenti nelle regioni meridionali, la strada dell’unificazione tra Ds, Margherita e Sdi in un partito riformista si farà assai più difficile. Alle scorse elezioni europee, perlomeno, la funzione di rappresentare il progetto politico della federazione era svolta dai capolista. Oggi questa funzione non può essere svolta dai candidati […]

Industriali banchieri cardinali

Sabato il presidente della Confindustria Montezemolo ha spiegato agli industriali che l’Italia non può permettersi un anno di campagna elettorale. Poche settimane fa il cardinal Ruini ha spiegato ai fedeli che l’Italia non può permettersi nemmeno un giorno di campagna referendaria. Negli stessi giorni il governatore Antonio Fazio ha spiegato ai banchieri che l’Italia non può permettersi un’eccessiva apertura alla concorrenza straniera. Spiegazioni tanto più convincenti dopo che gli spieganti hanno incassato o si sono apprestati a incassare – rispettivamente – i ripetuti atti di omaggio di tutte le forze politiche; il silenzio sulla campagna referendaria e probabilmente anche il voto fissato in piena estate; la ritirata della maggioranza sulla riforma del risparmio e […]

Chi si ferma è perduto

In Italia ci sono oggi almeno tre regimi. C’è il regime berlusconiano contro cui si batte Furio Colombo, in una lotta culminata domenica sull’Unità nel lunghissimo dialogo con Romano Prodi, modestamente e impropriamente chiamato intervista; c’è il regime partitocratico di cui parlano da decenni Pannella e i radicali; c’è persino il regime totalitario che vuole mettere a tacere Mussolini – qui inteso come Alessandra, si capisce – che va invece da Gianfranco Fini a Francesco Storace; quelli che la nipote del Duce, pervasa com’è di passione democratica, ama definire i “badogliani”. E poi ci sarebbe anche il regime della Juve, ma quello è una cosa seria (come dimostra la vera e propria persecuzione sportivo-giudiziaria […]

Gli amici del fuoco

Nicola Calipari è morto ucciso da fuoco amico e la sua morte è un duro colpo per chi con il fuoco ha scherzato fin troppo. Il Governo italiano, condotto per mano dal responsabile operazioni delicate, il delicatissimo Gianni Letta, si è mosso con spregiudicatezza sul filo di un’ambiguità spesso felice. Lo dimostrano i risultati eccezionali ottenuti finora nella liberazione degli ostaggi, soprattutto se paragonati allo spettacolo offerto dalla Francia in situazioni analoghe. Il Delicatissimo è riuscito a tenere insieme opposizione pacifista e alleati americani, in perfetta coerenza con la posizione di chi ha partecipato alla coalizione che ha fatto la guerra ma senza fare la guerra e ha mandato i suoi soldati a combattere […]

Lo stagno inospitale dell’Ulivo

Noi non condividiamo la generale convinzione che l’alleanza tra l’Unione di centrosinistra e i radicali sia definitivamente tramontata. Innanzi tutto perché non vogliamo credere che l’Ulivo – l’Ulivo, ripetiamo, prima ancora che l’Unione – si sia trasformato davvero in quello stagno inospitale in cui sguazzano persone ebbre e inconsapevoli, come l’abbiamo rappresentato in copertina (a mo’ di rito apotropaico). Noi non vogliamo rassegnarci a credere che davvero nell’Ulivo sia prevalsa l’ostilità a un’alleanza che avrebbe certamente aumentato – e aumentato di molto – le probabilità di vittoria dell’intera coalizione. In Lazio e Piemonte prima di tutto, cioè nelle due principali trincee di quella “linea Maginot” del centrodestra di cui tanto hanno scritto e discettato […]