La sconfitta multilaterale

In questi lunghi mesi di occupazione abbiamo chiesto ripetutamente che la sinistra non abbandonasse l’Iraq. Lo abbiamo fatto perché ritenevamo si stesse giocando una partita cruciale, il cui esito avrebbe influenzato il futuro del Medio Oriente, quindi dell’Occidente, quindi del mondo intero. Abbandonare il campo ci sembrava un’inutile fuga dalle nostre responsabilità, perché una cosa è rifiutarsi di invadere un paese, altra cosa è decidere – una volta che quel paese è già stato invaso e trascinato nel caos – di fare fagotto e lasciare che gli invasi si arrangino tra loro. Abbiamo fatto il tifo per tutti quelli che in questi mesi hanno cercato di ricostruire una gestione multilaterale del conflitto, si chiamassero […]

Impazienti

C’è poco da fare, chiunque abbia avuto modo di mettere il naso fuori casa non può non essersene reso conto: il triciclo è una Ferrari. Se lo guidi bene, non ce n’è per nessuno, puoi solo vincere. Ad averci Schumacher non bisognerebbe nemmeno aspettare la fine del Gran premio. Ma Schumi non c’è, e a noi toccano piloti che si inventano geniali scorciatoie, allungano il percorso e finiscono sistematicamente fuori strada. Come è capitato a Rutelli, che se ne è andato in Francia a progettare un’alleanza con l’Udf, partito di centrodestra alleato di Chirac, per creare un gruppo autonomo da Ppe e Pse. Quando lo abbiamo visto uscire così clamorosamente di pista, appena cominciata […]

Io non c’entro

Di fronte al concreto rischio che la nave coli a picco da un momento all’altro, molti comportamenti sono più che leciti. E’ lecito tuffarsi in acqua in preda al panico, accalcarsi sulle scialuppe di salvataggio oppure gettarsi nella stiva per tappare le falle. Il capitano e gli ufficiali possono ritenere, ragionevolmente, che non vi sia più nulla da fare per salvare l’imbarcazione e organizzare nel modo migliore la sua evacuazione, oppure possono concentrare i loro sforzi nel tentativo di mantenerla a galla. Quello che non è lecito, invece, è che una parte degli ufficiali abbandoni la nave e il resto dell’equipaggio perché loro lo avevano detto sin dall’inizio che la rotta era sbagliata, dunque […]

La bella, il brutto, il cattivo

La differenza tra un film di Quentin Tarantino e un qualsiasi altro film altrettanto violento, onirico, ironico, grondante sangue e cultura pop è la stessa che separa Superman dall’Uomo Ragno. Il secondo volume di Kill Bill assegna al cattivo David Carradine, nel suo ultimo incontro con la bella Uma Thurman, il compito di spiegare il senso di quell’interminabile viaggio attraverso l’orrore in tale semplice tautologia: Superman è Superman. E’ un unicum nella mitologia dei fumetti, perché al contrario di Batman o dell’Uomo Ragno, non indossa un costume per nascondere la propria identità o per trasformarsi in supereroe. La calzamaglia blu e il rosso mantello con cui entra in azione sono i panni in cui […]

Lo sciopero del paese selvaggio

I lavoratori di Melfi hanno molte buone ragioni per scioperare, costretti come sono da oltre dieci anni a guadagnare un quinto in meno dei loro colleghi, nonostante il loro sia lo stabilimento con la manodopera più giovane e qualificata, capace di raggiungere i più alti livelli di produttività. Il fatto che i lavoratori di Termini Imerese guadagnino più dei loro colleghi di Melfi è forse non soltanto una fotografia della Fiat di oggi (tra l’altro, in Sicilia il costo della vita è anche più basso che in Basilicata), ma un esemplare ritratto del paese. Ragioni assai meno valide hanno i lavoratori dell’Alitalia che in questi giorni sono tornati a paralizzare gli aeroporti, nessuna le […]

Peggioristi

Nulla ci è più odioso della logica del tanto peggio tanto meglio. Non abbiamo mai fatto parte di quella sinistra che insegue i cataclismi e invoca l’apocalisse, per potere salire sul proprio panchetto e levare il dito contro il cielo in tempesta, tuonando: “Noi ve lo avevamo detto”. Di fronte alla drammatica escalation in Iraq siamo convinti che occorra fare ogni sforzo per non ritirarsi, per restituire alla comunità internazionale la gestione della crisi ed evitare che il paese sprofondi nella guerra civile. Dopo il riconoscimento da parte dell’amministrazione americana degli insediamenti in Cisgiordania, di fronte ai nuovi attentati in Israele e al voto del Likud che ha bocciato il piano di ritiro unilaterale […]

Tutti a casa?

Di questi tempi in Italia è tutto un fuggi fuggi. Via dall’Iraq subito, grida una parte della sinistra. Via il Perugia dal campionato, minaccia il vulcanico presidente Gaucci. Non si può restare in Iraq in queste condizioni, e chissene frega dei tentativi di riportare tutto sotto il controllo dell’Onu, tanto anche la scadenza del 30 giugno è “inutile”. E come si fa a partecipare a un campionato falsato dagli errori arbitrali? Meglio lasciar stare e andare a giocare qualche bella amichevole. A ben vedere i due casi non sono così diversi. Di fronte a un’ingiustizia subita (si tratti della guerra unilaterale o degli errori arbitrali) si smette di giocare, si abbandona il campo e […]

Estrosi

La sinistra è progresso, ardente fucina d’incessante innovazione, spasmodica ansia modernizzatrice. Ma ieri, nei festeggiamenti del 25 Aprile, anche a noi che di questa sinistra siamo entusiasti sostenitori, sinceramente è girata un po’ la testa: c’era il presidente del Consiglio rintanato da qualche parte a cantare stornelli con Apicella, c’erano quelli che provavano a trasformare il ricordo di una guerra di liberazione in una marcia per la pace, altri (ma che fossero proprio altri non lo giureremmo) che davano fuoco per l’occasione a una bandiera israeliana e una americana, in un simbolico abbraccio multiculturale con le piazze mediorientali di tanti aspiranti kamikaze. C’erano liberali di Forza Italia, infine, che celebravano con i monarchici la […]

Battersi in ritirata

La decisione di Zapatero di ritirare immediatamente le truppe spagnole dall’Iraq segue di pochi giorni altre due decisioni di non minore rilievo: la decisione del presidente degli Stati Uniti George W. Bush di appoggiare il piano di ritiro unilaterale di Israele da una parte dei territori occupati e quella dello stesso Sharon di uccidere Rantisi, leader politico di Hamas, ad appena due settimane dall’eliminazione del leader spirituale Yassin. Attorno al Medio Oriente, si assiste dunque a una lugubre danza di riposizionamento tipicamente levantina, in cui è difficile stabilire quanto nelle posizioni di ognuno prevalga il tatticismo, quanto la preoccupazione per il consenso interno e quanto la logica della trattativa con la pistola sul tavolo. […]

Sincretisti

Sabato all’assemblea dei segretari di sezione ds abbiamo sentito Piero Fassino dire che tra le parole dell’Internazionale e quelle di Imagine non c’è poi questa grande differenza, salvo l’enfasi del tempo (e quel che è più grave, con ciò non si riferiva a Imagine). Se ci adontiamo non è perché a sentire l’Internazionale ancora ci commuoviamo o perché senza i suoni distorti di una chitarra elettrica ci viene sonno. Ma insomma, già facevamo fatica a immedesimarci nel mediano sfigato che non segna mai, ora ci tocca pure passare le giornate tenendoci per mano a immaginare un mondo come nemmeno un bambino scemo allo Zecchino d’oro. Non è che ci sfuggano i motivi che hanno […]