Produrre, distribuire e proteggere

C’è qualcosa che si muove nell’universo della produzione italiana di cinema e televisione. Non sappiamo in quale direzione si voglia andare, non sappiamo a chi gioverà. Per di più, anche gli “addetti ai lavori” pare che non vogliano vedere, sentire, capire. O forse non vogliono parlarne in pubblico. Vediamo di che si tratta. La notizia più eclatante di questi giorni, le intercettazioni telefoniche che coinvolgono…

Il capo della libertà

Convinti come siamo della necessità del dialogo, in segno di buona volontà, ci uniamo di tutto cuore all’elogio che di Silvio Berlusconi ha fatto oggi al Giornale (che lo riporta con la dovuta evidenza, anche nella titolazione), la pasionaria storaciana Daniela Santanchè: “Un capo-popolo più che uno statista. Tra il guru e il mago”.

L’Italia ai tempi del colera

Finirà così. Finirà che il governo Prodi cadrà, andremo alle elezioni anticipate con l’attuale legge elettorale e Silvio Berlusconi vincerà con una larga maggioranza – se non altro per la divisione degli avversari – ma non potrà nemmeno cominciare a governare, perché Romano Prodi sarà reintegrato a Palazzo Chigi da una sentenza del Tar. Finirà che Clementina Forleo e Luigi de Magistris chiederanno l’arresto dei magistrati che li accusano…

A proposito di identità liberale

L’ultimo numero della rivista “Filosofia e Questioni Pubbliche” è dedicato a una riflessione sulla cultura politica del Partito democratico. Il volume raccoglie i contributi di diversi filosofi politici italiani, che si interrogano sui possibili riferimenti teorici e culturali del nuovo partito in relazione ad alcuni temi centrali dell’agenda politica interna e internazionale. (questioni di genere, multiculturalismo, scienza e laicità, diritti umani…)

A proposito di identità socialista

“In Deutschland bleibt die Mitte rot”, che in italiano suona: “In Germania il centro rimane rosso”. E’ lo slogan che, sullo sfondo di una grande bandiera tedesca, campeggia nel manifesto con cui l’Spd ha deciso di rispondere alla svolta centrista impressa da Angela Merkel al congresso di Hannover della Cdu. D’altronde, per il partito che con Schröder aveva rivendicato di essere il “nuovo centro” (un concetto peraltro già espresso…)

La trionfale sconfitta della sinistra danese

Il morale non è certo altissimo a Danasvej 7, nel sobrio stabile in cui da qualche anno si è ritirata la socialdemocrazia danese, per risparmiare quelle risorse che il sindacato confederale LO ha deciso di corrispondere con sempre minore generosità. Esperti, strateghi e “soldati di partito”, come li chiamano, stanno analizzando l’ultima brevissima campagna elettorale giorno per giorno, quasi ora per ora.

Quattro operai sono morti

Quattro operai sono morti a causa dell’incendio che si è sviluppato mercoledì sera in una grande fabbrica di Torino, appartenente a una delle principali multinazionali del settore, la tedesca ThyssenKrupp. Giornali e telegiornali ne hanno parlato a lungo, com’era giusto fare, con un cospicuo numero di pagine e di servizi, inchieste, interviste. Eppure, nello scrivere i nomi delle quattro vittime, dobbiamo consultare quelle pagine per non sbagliare…

Densità culturale

Il consueto editoriale sulla deprimente povertà culturale della politica italiana, sul Corriere della sera, sabato è stato affidato a Dario Di Vico. E così, in attesa che Luca Cordero di Montezemolo colmi questo vuoto d’intelletto e di cultura, Di Vico si fa forte dell’impietosa analisi di Giuseppe De Rita. Sulla sua scorta, il vicedirettore del Corriere ci spiega qual è il problema: i maggiori partiti, per quanto rinnovati, non riescono a presentarsi con “la densità tipica della cultura politica”, preferendo attingere più che altro “ai manuali di marketing”. Peccato che una così dura sentenza Di Vico la emetta in un denso editoriale in cui parla di “offerta politica” che “si va ristrutturando” (mentre, ovviamente, […]

Gómez Dávila e il sueño della ragione

“Tra poche parole è così difficile nascondersi come tra pochi alberi”. Questo è uno degli aforismi, celebrativo del genere, del colombiano Nicolás Gómez Dávila (1913-1994) che ha ispirato il titolo – editoriale – del suo libro appena uscito presso Adelphi (“Tra poche parole”). Si tratta del suo secondo libro pubblicato in italiano; il primo è uscito nel 2001, col titolo “In margine a un testo implicito”. Conosciuto pochissimo…

Perché Chávez ha perso la sua battaglia

Nel referendum di domenica scorsa, voluto per aumentare i suoi poteri e soprattutto per ottenere il diritto a ricandidarsi come presidente, Hugo Chávez non ha combattuto contro le multinazionali del petrolio, né contro il governo degli Stati Uniti, né contro la ricchissima aristocrazia del suo paese. Contro questi soggetti Chávez avrebbe probabilmente trovato ancora una volta il favore popolare.