La sfida del “nuovo centro” berlusconiano

Una seria discussione sul profilo e la funzione del Partito democratico deve partire da un’analisi rigorosa della natura e dei caratteri delle due grandi crisi che stanno investendo il paese: la crisi economica e la crisi democratica. Per quanto riguarda la prima, è superfluo sottolinearne il carattere eccezionale. Quel che va chiarito è che la crisi economica non dipende solo dall’assenza di regole e controlli adeguati sulle banche…

Tremonti, l’Europa e il prodismo ineluttabile

Sono passati ormai nove mesi da quando il Fondo monetario, davanti all’incedere della crisi, invitò i governi a un uso discrezionale della leva fiscale a sostegno della domanda aggregata. Da allora molte cose sono successe, e l’iniziale timidezza ha rapidamente lasciato spazio a iniziative di vario genere. Pure l’Europa, solitamente riluttante a impegni di questo tipo, ha deciso di mettere sul piatto 200 miliardi di euro…

La crisi del Pd e l’alibi del tempo

L’idea che i problemi attuali del Pd siano da imputare anzitutto al duello tra Walter Veltroni e Massimo D’Alema gode oggi di un credito molto vasto. È un’idea semplice e accattivante, anche perché elementi di diversa natura convergono nel sostenerla: la tendenza alla personalizzazione dei processi politici che si è affermata nell’ultimo quindicennio anche in Italia; la connessa pigrizia intellettuale di settori…

Un labirinto senza pareti

Esistono, spiega Kant nella “Critica del Giudizio”, un modus aestheticus e un modus logicus: il giudizio procede secondo il modus logicus solo quando obbedisce a principi determinati, mentre segue il modus aestheticus quando non dispone di siffatti principi. Il che non vuol dire che non disponga di nulla e che non proceda affatto. Non vuol dire neppure che proceda a casaccio, altrimenti non sarebbe un modo…

Se la luna indica il dito

Sul principale quotidiano italiano, controllato non per nulla da tutte le principali banche del paese e passato nel breve volgere di una crisi economica dal liberismo assoluto (giavazziano) allo statalismo integrale (tremontiano), il titolo dell’intervista a Giuliano Amato recita così: “Banche, attente alla politica”. Noi avremmo detto il contrario.

Il talento di Sarah Palin

“La Binetti è la nostra Palin”, ha dichiarato Rocco Buttiglione alcuni giorni fa, in seguito all’ultima polemica suscitata dalle dichiarazioni della deputata del Pd Paola Binetti a proposito di gay e pedofilia. Ma è probabile che il filosofo dell’Udc, nel rilasciare la sua battuta alle agenzie, non si sia nemmeno reso conto della straordinaria trovata che lo spirito del tempo gli aveva appena suggerito. Ben più che dall’abusato confronto…

Sogni americani

“Si potrebbe poi sperare tutti in un mondo migliore”, cantava Enzo Jannacci, descrivendo il sogno di “un bel mondo sol con l’odio, ma senza l’amore”, dove “ognuno sia già pronto a tagliarti una mano”. Qui sta però, purtroppo, il difetto di tutti gli intellettuali italiani: quando servirebbero, non si trovano mai. Non c’è bisogno di aggiungere altre parole alle molte che sono state dette sull’importanza di queste elezioni americane…

Il gusto democratico per la miseria genuina

Tra i docenti invitati alla scuola estiva del Pd, lo scorso settembre, figurava Vandana Shiva, vice presidente di Slow Food International. Domenica 26 ottobre, in una intervista al Tg3 trasmessa dal Salone del Gusto, la stessa Vandana Shiva ha ripetuto che “semi sterili ogm hanno causato in questi anni centomila suicidi tra i contadini indiani”. Il senso di colpa dell’Occidente ricco si è nuovamente scatenato, rimproverandosi di abusare…

Nazionalpopulismo a vocazione maggioritaria

Il teorema che l’ex cancelliere Wolfgang Schüssel usò nel 1999 per giustificare la coalizione con i nazional-liberali di Jörg Haider – “In questo modo proveranno la loro incapacità di governare e saranno spazzati via” – domenica 28 settembre si è dimostrato falso. La Fpö, guidata oggi da Heinz-Christian Strache, e la Bzö (Unione per il futuro dell’Austria) di Jörg Haider, rispettivamente, si sono aggiudicate il 18 e l’11 per cento dei voti…

Il ritorno dello Stato

Fino a qualche tempo fa, i pochi che ancora invitavano a non dare per scontata la profezia sulla progressiva e irreversibile perdita di ruolo degli stati sovrani tendevano a essere guardati come degli inguaribili passatisti, incapaci di comprendere la realtà del nuovo mondo globale. Questo avveniva sia nel campo degli studi giuridici, economici o politologici, sia nel dibattito pubblico. Oggi, improvvisamente, sembra di vivere in un altro mondo…