Pappagalli ammaestrati

Molte delle responsabilità che solitamente vengono attribuite alla classe politica vanno fatte risalire all’oligarchia industriale, così come la responsabilità delle ingiurie e delle bestemmie gridate da un pappagallo ricade sul proprietario che lo ha ammaestrato”. (Ernesto Rossi, I padroni del vapore)

Triti

Nel suo intervento al congresso dei Ds, Gianni Cuperlo ha usato una citazione di Umberto Saba. Questa: “Siamo l’unico popolo che abbia alla base della propria storia (o della propria leggenda) un fratricidio. Mentre è solo col parricidio (l’uccisione, o il superamento, dell’autorità che c’era prima) che si inizia una rivoluzione”. Bellissima, indubbiamente. Noi però ne avremmo preferita un’altra, dallo stesso autore: “Amai trite parole che non uno osava, m’incantò la rima fiore amore, la più antica difficile del mondo”. Anche perché usare Saba per dire che il gruppo dirigente dei Ds è sempre lo stesso, e che bisogna fare largo ai giovani – trite parole che di questi tempi osano proprio tutti – […]

Partiti

Per essere onesti, a noi pareva che al congresso dello Sdi fosse semplicemente arrivata al capolinea l’esperienza della Rosa nel Pugno. Secondo Marco Pannella, invece, con gli interventi di Fabio Mussi e Gavino Angius alle assise socialiste “la lunga ondata dell’annuncio della riscossa civile e laica alla sconfitta del referendum ha salutato il suo travolgente arrivo”. E un moderato scetticismo sul travolgente arrivo, comunque, non impedisce anche a noi di salutarne di tutto cuore la partenza.

Coscienze critiche

Sempre più spesso, dopo la sua polemica uscita dai Ds, il parere di Nicola Rossi compare in bella evidenza sulle pagine dei maggiori quotidiani. In un ruolo esposto peraltro a un’agguerrita concorrenza come quello di “coscienza critica” del centrosinistra. La cosa ci dispiace parecchio. In primo luogo perché non abbiamo mai voluto confondere il riformismo coerente e intransigente di Nicola Rossi con il liberalismo anglo-olandese di tanti altri. E in secondo luogo perché, all’indomani della sua uscita dai Ds, avevamo tratto la conclusione che fosse un fine intellettuale, ma un pessimo politico. E ora ci assale il sospetto che sia vero il contrario.

Autonomi e pluralisti

A dimostrazione di quanto infondate siano le polemiche su presunte ingerenze della Chiesa, la nota della Cei afferma chiaramente che i cattolici – quando si tratta della famiglia – non possono appellarsi ai principi di “autonomia e pluralismo” della politica. Ci pare una prova più che sufficiente del fatto che i vescovi non si rivolgessero alla politica italiana.

Naturalisti

In una pausa del vertice di Berlino, domenica scorsa, Romano Prodi è andato a trovare l’orsetto Knut. Un cucciolo abbandonato, salvato dal personale dello zoo, che nelle scorse settimane alcuni studiosi avevano proposto di sopprimere con una iniezione letale perché allevato da umani e non dalla madre, e dunque destinato a soffrire di serie turbe comportamentali per tutta la vita. Alla notizia della visita di Prodi allo zoo, domenica sera, voci non confermate annunciavano una dura nota di protesta da parte della Cei.

Intolleranti

Gli omosessuali sono malati. L’omosessualità è contro natura. I gay andrebbero garrotati. Piuttosto che in adozione a una coppia gay, meglio che un bambino se ne resti in Africa. Scegliendo a caso tra le tante dichiarazioni dei politici cattolici sul tema, pronunciate solamente in quest’ultima settimana, ci siamo resi conto di quanto abbiano ragione: l’intolleranza dei laici è insopportabile.

Gelosi

Domenica 11 marzo Enrico Boselli ha pronunciato parole solenni: “Questa costituente, accanto ai socialisti, dovrà rivolgersi a tutti coloro che non accettano il Partito democratico. Penso che il nostro messaggio entrerà nel cuore di tanti italiani”. Tra i tanti, la proposta è stata rivolta a Bobo Craxi e Gianni De Michelis. E noi, in attesa della costituente del Partito democratico e della probabile scissione del correntone ds, a Fabio Mussi vogliamo dire subito che non saremo gelosi.

Killer

Con rara chiarezza e in aperta polemica con Romano Prodi, il professor Giovanni Guzzetta ha così spiegato – sul Corriere della sera di sabato – l’importanza del referendum elettorale da lui promosso: “La nostra pistola puntata serve”. Vorremmo dirgli amichevolmente che ne siamo convinti anche noi, che non avevamo alcun dubbio sulla serietà delle sue intenzioni, né sulla bontà della sua pistola. E’ la bontà della sua mira, che ci dà da pensare.

Faziosi

Alcuni sostengono che in fondo Franco Turigliatto e Fernando Rossi, i due dissidenti che hanno dato il loro valido contributo alla crisi del governo Prodi, in fondo siano più coerenti di tutti quei dirigenti di Rifondazione, Verdi e Pdci che prima sfilano a Vicenza contro la politica del governo e poi la sostengono in parlamento. A questa interessante questione, se cioè siano peggiori gli uni o gli altri, noi però abbiamo una risposta antica e sempre attuale: sono peggiori entrambi.