La moneta di Prizren

Cara Left Wing, qualche anno fa mi fermai a parlare con l’amministratore delegato di un’azienda italiana che, insieme a varie altre attività (alcune delle quali, incidentalmente, avevano portato in prigione il suo predecessore), si occupava anche di esportare il nostro usato automobilistico: caricavano decine di bisarche con vetture ormai sfinite, almeno per i nostri criteri – centocinquantamila chilometri e classi di consumo ormai improponibili – e le portavano in Serbia dove, non incredibilmente, riuscivano a venderle senza trucco e senza inganno e ciò nonostante con margini di utile inimmaginabili in Italia. Mi raccontò che stavano trattando con il governo bulgaro per attrezzare un enorme piazzale a ridosso del confine, che sarebbe servito da area […]

Perché le registe donna sono così poche

Cate Blanchett, a capo della giuria del Festival di Cannes 2018, nella conferenza stampa di apertura ha rilevato come siano aumentati, rispetto agli anni scorsi, i film selezionati diretti da donne. Che quest’anno, in effetti, saranno tre, sui ventuno film selezionati, laddove negli anni passati erano uno o due. Consolazione non piccola, direi. Del resto, per trovare l’ultimo premio Oscar vinto da una donna dobbiamo andare indietro fino al 2010, quando vinse Kathryn Bigelow: nulla di stupefacente visto che negli ultimi dieci anni, dal 2009 a oggi, solo due donne sono rientrate nella cinquina finale. Nessun premio David di Donatello per la regia è stato mai assegnato ad una donna. Ma nel 1993 Francesca Archibugi vide […]

Notte da lupi

Ieri sera ha perso la Roma, ma ha vinto Canale 5 che ha trasmesso la partita per più di 6 milioni di spettatori (medi). Di questi circa un paio di milioni sono stati spettatori d’occasione in attesa di un secondo miracolo romanista dopo quello contro il Barcellona. Senza la partita sarebbero andati a spasso tra movide e pizzerie varie nella Roma dell’incipiente estate (strade e metro strabordavano comunque dei turisti affannati a rimbalzare tra luoghi eminenti alternando, come d’uso in questa città, il «che bello!» al «che schifo!»). Nella quiete delle case, le famiglie si sono sventagliate secondo le propensioni scontate: gli uomini in campo a prenderle e a darle, le donne a scrutare […]

Un coetaneo di nome Karl Marx

Nel film, il Giovane Karl Marx arriva fino alla pubblicazione del Manifesto del partito comunista, quando poteva ancora essere coetaneo di noi che incontrammo il suo testo nei primi anni sessanta (con Kennedy, Castro, Kruscev, Paolo VI e le prime stragi di Stato). Fu il coetaneo che ci spinse a sostituire il bandolo della Provvidenza con una qualche filosofia della Storia. Perché al fondo, come tutti, fuggivamo dal sospetto del Caos, e dunque scrutavamo nell’orda dei fatti per trovare il terreno solido dove poggiare le stesse “fisse” valoriali in materia di giustizia e verità (scritte, allora, senza virgolette) che con l’educazione cattolica tenevamo precariamente appese al Cielo. Insomma, cercavamo un punto di riferimento nella […]

Il tallone d’Achille dell’algoritmo

Algoritmi di libertà (Donzelli), di Michele Mezza, è una miniera di idee sue e di stimoli a farsene di proprie, a partire dal titolo. Che è un ossimoro giacché l’algoritmo è previsione e prescrizione (se vai di qui fai così, se succede cosà vai colà, ad uso dell’automazione) mentre libertà – per come la vediamo – è la lotta dell’immaginazione per temperare la imprevedibilità delle cose entro la mappa precaria dei concetti. E dunque l’opposto del “prescrivibile”. Nel tiro alla fune di quell’ossimoro sta prevalendo da qualche decina d’anni l’algoritmo, perché ci fornisce cose utilissime (ricerca, consegne, socialità, funzioni distribuite come il telelavoro, la sanità a casa e senza medici, e via dematerializzando e disintermediando). Come […]

Il serial della politica

Il serial della politica in tv ha smesso di annoiare, e gli ascolti di tutti (Agorà, Carta Bianca, Dimartedì, l’ottimo Piazza Pulita di ieri sera) ne guadagnano. Quelle macchine da chiacchiera oggi beneficiano della circostanza che gli snodi del talk-racconto appaiono tanto chiari quanto carichi di suspense dilemmatica. Di fatto, ognuna delle tre parti politiche in campo si trova a dover decidere con quale delle altre due eventualmente allearsi. Ne consegue la imprevedibilità degli sviluppi, insieme con la profonda differenza degli esiti conseguenti in termini di leggi, tasse, socialità. Certo, noi abbiamo le nostre idee e pensiamo che gli unici obbligati a mettersi insieme siano Lega e M5S perché entrambi rappresentano la radicalizzazione della […]

Stampelle ideologiche

È sicuro che fra un anno tutta Italia rivoterà, quantomeno perché sono già fissate attorno ad aprile del 2019 le elezioni europee. E così è ovvio che mentre i mezzi vincitori cercano la quadra per governare, la sinistra, che le elezioni le ha perse per intero, paia come quella signora con doppie stampelle che giusto stamane, verso le 12.30, è stramazzata alla fermata Cipro della metro. Insieme con altri abbiamo rimesso in piedi la signora. Ma come aiutare a risollevarsi quelli stesi dal voto popolare? Siccome le sfide fortificano la volontà, appena a casa ci siamo tuffati in due collaudate fonti di pensiero: il Foglio e il Sole 24 ore. Hai visto mai che […]

Democrazia per sottoinsiemi

A partire dall’allarme suscitato dal colpo elettorale trumpista della destra radicale, Facebook è nella tempesta (ieri ha perso il 7% a Wall Street) perché è divenuto evidente che il suo nocciolo, che sarebbe la “condivisione”, agevola la naturale propensione degli individui a rinchiudersi nelle nicchie e bolle di chi gli somiglia. Così ritraendosi dal confronto pubblico ed esponendosi a fini – commerciali e politici – che tirano al proprio mulino l’acqua delle passioni dei gruppi e, perfino, delle specifiche singole persone. Da qui il danno strutturale alla democrazia dell’agorà, cioè quella liberale, in cui gli individui – altro che amici – si confrontano e scontrano come singoli, come partiti, come sindacati… Peraltro il pericolo […]

Lo scambio televisivo

Mentre gravi e grevi domande incombono sul post elezioni, noi – anche per distrarci un po’ – siamo andati a controllare quel che è accaduto fra le televisioni. E così abbiamo scoperto che nei giorni della “attenzione politica” (dalla domenica in cui si votava alla giornata di ieri, giovedì) solo La7 ha innalzato gli ascolti. Esattamente (se prendiamo l’andamento dell’intera giornata) di due punti percentuali, pari a 250.000 spettatori. E quel che ha guadagnato La7 è stato perduto secondo varie proporzioni da tutti gli altri. Per la Rai non è una buona notizia perché indica che la tv pubblica non è stata il luogo a cui volgersi, proprio quando te lo saresti più aspettato. Qual […]

L’identità sformata

Ci siamo sorbiti ogni maratona elettorale, convincendoci di quanto segue. La destra si è radicalizzata. Ovvero, è sempre la stessa, in quanto somma di visioni tradizionaliste e conservatrici, stataliste e particolariste, ma il carico si è spostato verso la far right, l’estrema destra, come negli Stati Uniti hanno scoperto prima di noi. Riuscirà la destra a controllare le tensioni dovute al cambio di baricentro? Chi vivrà vedrà. Ma intanto quel versante politico e culturale ha manifestata la capacità di “ritrovarsi”. Insomma: la destra c’era e c’è. E i materiali culturali che contiene sono, al fondo, i medesimi di sempre, perché la destra consiste proprio nel tenerli al riparo dai movimenti della storia. L’altro versante […]