Democrazia per sottoinsiemi

Post Factum: la Repubblica delle donne

A partire dall’allarme suscitato dal colpo elettorale trumpista della destra radicale, Facebook è nella tempesta (ieri ha perso il 7% a Wall Street) perché è divenuto evidente che il suo nocciolo, che sarebbe la “condivisione”, agevola la naturale propensione degli individui a rinchiudersi nelle nicchie e bolle di chi gli somiglia. Così ritraendosi dal confronto pubblico ed esponendosi a fini – commerciali e politici – che tirano al proprio mulino l’acqua delle passioni dei gruppi e, perfino, delle specifiche singole persone. Da qui il danno strutturale alla democrazia dell’agorà, cioè quella liberale, in cui gli individui – altro che amici – si confrontano e scontrano come singoli, come partiti, come sindacati… Peraltro il pericolo […]

Lo scambio televisivo

Mentre gravi e grevi domande incombono sul post elezioni, noi – anche per distrarci un po’ – siamo andati a controllare quel che è accaduto fra le televisioni. E così abbiamo scoperto che nei giorni della “attenzione politica” (dalla domenica in cui si votava alla giornata di ieri, giovedì) solo La7 ha innalzato gli ascolti. Esattamente (se prendiamo l’andamento dell’intera giornata) di due punti percentuali, pari a 250.000 spettatori. E quel che ha guadagnato La7 è stato perduto secondo varie proporzioni da tutti gli altri. Per la Rai non è una buona notizia perché indica che la tv pubblica non è stata il luogo a cui volgersi, proprio quando te lo saresti più aspettato. Qual […]

L’identità sformata

Ci siamo sorbiti ogni maratona elettorale, convincendoci di quanto segue. La destra si è radicalizzata. Ovvero, è sempre la stessa, in quanto somma di visioni tradizionaliste e conservatrici, stataliste e particolariste, ma il carico si è spostato verso la far right, l’estrema destra, come negli Stati Uniti hanno scoperto prima di noi. Riuscirà la destra a controllare le tensioni dovute al cambio di baricentro? Chi vivrà vedrà. Ma intanto quel versante politico e culturale ha manifestata la capacità di “ritrovarsi”. Insomma: la destra c’era e c’è. E i materiali culturali che contiene sono, al fondo, i medesimi di sempre, perché la destra consiste proprio nel tenerli al riparo dai movimenti della storia. L’altro versante […]

A ciascuno la sua bolla

Viaggiavamo per caso sulla via Flaminia a poca distanza da Civitavecchia, quando ci siamo fermati per un caffè e lì chi ti abbiamo trovato? La sintesi vivente del voto cosiddetto populista. Noi che sorseggiamo e lui che scorre a sbafo il Messaggero trovato a sbafo sul bancone, noi che scuotiamo la testa per il solito titolone su Roma inguaiata. Lui coglie la mossa e da lì inizia lo scambio di chiacchiere (si fa per dire: lui parlando, noi annuendo, più o meno) da cui emerge che lui è sempre stato “sociale”, che ha 76 anni e quindi è da molto in pensione dopo una vita di lavoro come impiegato presso un ente pubblico, che ha […]

Venerdì con satira

Il venerdì sera dalle 21.30 alle 22.50 vanno in onda l’uno contro l’altro Fratelli di Crozza sul Nove e Propaganda Live su La7, contendendosi il paio di milioni di spettatori (un dodicesimo del totale) propensi al programma di satira a sfondo essenzialmente politico. I linguaggi sono molto diversi: Crozza inscena un one man show, condito di ottime spalle; Bianchi fa l’anchor man degli interventi di vari protagonisti fissi, tratti direttamente dalla strada: il Notista Politico, il Barbuto Entusiasta, etc. Il primo è teatro portato in tv; il secondo è una chat in forma di talk show. Crozza è assai critico col “mondo che c’è”: ne canta i disfacimenti, a volte da poeta (come col Forrest […]

Cinquanta sfumature di Italia

A casa tutti bene di Gabriele Muccino ha esordito con 4 vigorosi milioni di incassi nella settimana appena conclusa. Seicentomila gli spettatori in poltrona, fra cui noi, giusto ieri sera. Al partire dei titoli di coda i volti dei presenti irradiavano serenità, perché nel prisma di caratteri e situazioni appena passato sullo schermo ognuno aveva proiettato l’analogo del proprio ecosistema familiare. Così, grazie all’effetto “mal comune mezzo gaudio”, tutti facevano, temporaneamente, pace con se stessi, in quanto esistenzialmente presi da non dissimili problemi e parenti. Aggiungiamo che Muccino da sempre (pensando ai titoli di produzione italiana nei quali ha potuto più manifestarsi come autore) esplora i sentimenti in quanto relazioni, come frutto della dimensione sociale […]

Qualcosina si muove

Il grosso della torta dei ricavi  pubblicitari che da quaranta anni ingrassano Mediaset e sovvenzionano parzialmente la Rai si genera nella fascia oraria che inizia attorno alle 19, con i giochini in finta diretta, e si spegne verso mezzanotte, quando a seguire la tv restano solo gli insonni e i guardiani notturni. E così, presi dalla esplosione degli ascolti di Sanremo, Montalbano e De André, ci stavamo già assuefacendo all’idea che la Rai stesse vincendo a mani basse nella classifica degli ascolti di questi primi quarantacinque giorni del 2018 e che qualche sostanziale beneficio ne sarebbe derivato in prospettiva per le casse del servizio pubblico. E invece no, perché proprio oggi abbiamo fatto qualche conto […]

Sanremo e i giovani d’oggi

Ieri sera Sanremo ha imbroccato un altro 51%, ma stamattina dal barbiere nessuno ne raccontava l’esperienza e, tranne il ticchettio delle forbici, non volava una mosca. Persino gli smartphone giacevano quieti. D’un tratto il silenzio è stato rotto dal sussurrio fra paziente e barbiere, entrambi propensi a scegliere Zingaretti alla Regione. Senonché, alzando di un po’ la voce, l’artigiano ha ritenuto di specificare, coram populo (in coda con noi c’era un giovanotto dai capelli folti, ma composti) che – mentre per la Regione avrebbe votato lo Zingaretti – per il Parlamento, «pur prelevando la scheda per rispetto dei tanti che erano morti per conquistarla», l’avrebbe annullata («bianca no, altrimenti la votano loro»). Al che non ci […]

Un Sanremo diverso

Cinque anni fa eravamo come oggi nel bel mezzo della campagna elettorale, lo Tsunami tour colmava ogni piazza di Grillo e la mucca di Bersani si preparava, senza saperlo, a trasferirsi in corridoio, o al mattatoio. In quel clima, con la disoccupazione ai massimi livelli e il pil ai minimi, tra le 21.30 e le 23.30, cioè nel clou della serata, il 49,5% del pubblico televisivo si radunò dinanzi a Sanremo. Percentuale confermata nel 2017. Ieri sera lo share è aumentato di molto perché ha raggiunto il 54% e a farne le spese è stata innanzitutto la flotta di Mediaset. Ma nonostante che abbia risucchiato il pubblico del principale concorrente, la cifra di spettatori di […]

Giornalismo e grillismo

La7, proprietà di Urbano Cairo, è spesso accusata di civettare, e qualcosa di più, con il grillismo, il salvinismo e l’anticastismo. In poche parole, di essere pappa e ciccia col populismo. Lo stesso Cairo, sul Foglio di oggi, declina l’accusa di deliberata connivenza e, citando un recente Santoro, rovescia la questione mettendola su un piano strutturale: «La tv vive spesso di contraddittori e per questo a volte può capitare di veicolare un messaggio che si sovrappone con quello di forze politiche che si trovano all’opposizione. Ma non significa essere a favore di qualcuno o contro qualcuno… Non è grillismo, ma un modo di fare giornalismo». In effetti il rapporto del pubblico con la televisione è […]