La democrazia dello spread

Ricorre in questi giorni il secondo anniversario dell’ormai celebre lettera della Bce. Una missiva in cui l’istituto di emissione metteva nero su bianco, punto per punto, la lista dei provvedimenti che il governo italiano avrebbe dovuto adottare per cercare di uscire dalla crisi. Al di là del contenuto, colpì soprattutto l’inusualità dello strumento: mai prima di allora, si disse, la Bce aveva inviato una lettera al governo di un paese membro con l’elenco delle cose da fare. In realtà, grazie a un articolo dell’ex-membro del board della Bce Lorenzo Bini Smaghi apparso sul Corriere della Sera di sabato 27 luglio, scopriamo che di inconsueto c’era solo il fatto che il governo italiano avesse deciso prima […]

L’antieuropeismo tecnocratico

Ogni estate conosce il suo tormentone, un ritornello che risuona ossessivo tra ombrelloni e creme solari. Meglio se in una lingua straniera, così da non sapere quali scemenze si stanno cantando. Come dimenticare la hit del 2011? Spread! Italia e Spagna boccheggiavano sui mercati finanziari. Gli investitori erano nel panico, la vendita su larga scala dei titoli pubblici di Italia e Spagna faceva salire il costo del loro debito, rendendo la bancarotta un’ipotesi sempre più auto-avverante. Il solo dubbio sembrava essere quale dei due paesi avrebbe seguito per primo le orme di Grecia, Irlanda e Portogallo. Due anni fa, il 5 agosto di un’estate finanziariamente caldissima, il governatore della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, […]

La differenza di Monti

Eccola, finalmente, l’agenda Monti. In occasione della conferenza stampa di fine anno Mario Monti ha enunciato in modo chiaro le linee che hanno guidato l’azione del suo governo, cui si ispireranno le forze che intendono proseguire tale indirizzo anche dopo il voto. Una chiamata a raccolta in nome di una visione liberal-moderata che fino a questo momento in Italia non aveva saputo farsi proposta politica autonoma. Pertanto, al di là dei molti punti di contatto su una varietà di temi che vanno dalla legalità alla riforma della pubblica amministrazione, alla valorizzazione del potenziale produttivo del paese, le proposte del documento “Cambiare l’Italia, riformare l’Europa” – ma ancor di più le indicazioni fornite da Monti durante la […]

Le alternative del debito

Viviamo a 130. E non perché scoppiamo di felicità, andiamo forte in auto o le nostre giornate girano a mille. 127% è il rapporto tra il debito pubblico e la ricchezza che produciamo in un anno. Duemila miliardi di euro di debiti, trentamila a cittadino, neonati e moribondi inclusi. Ogni debito genera interessi e al netto di questi il bilancio dell’Italia sarebbe in attivo, ma il 6% della ricchezza prodotta se ne va in pagamenti verso i creditori dello Stato. Circa 90 miliardi di euro all’anno. A beneficio di chi? Circa 30 vanno oltre confine, i restanti due terzi spettano a banche e a fondi italiani che gestiscono i risparmi di chi ancora ne […]

Le partite decisive

La calda estate del 2012, fra Europeo di calcio e podi olimpici, è apparsa come una fedele riproposizioni di ben più serie sfide economiche. Il girone eliminatorio dei (P)IGS, il classico Germania-Grecia fino alla finale Italia-Spagna (gli lasciamo la coppa e falliscono loro?). E poi le Olimpiadi, con gli ori dell’Asia e l’Italia che non corre più, naviga in cattive acque ed è ormai capace di difendersi solo con qualche fioretto (ai santi Mario e Mario). Tutto coerente con l’immaginario giornalistico degli ultimi tempi: spread contro spread, quanto ti cresce il Pil, fino al grandioso “Abbiamo fatto un avanzo primario grosso così” (da mimare, ovviamente, con le mani) pronunciato – dice la leggenda – […]

Rigore e risanamento non sono sinonimi

Da tempo le parole “rigore” e “risanamento” vengono utilizzate come sinonimi nel dibattito pubblico, anche da parte di esponenti di primo piano del Partito democratico…

La scorciatoia di Monti

Di fronte alle cifre dei redditi rese note dal ministero del Tesoro, un candido spirito del Settecento potrebbe davvero concludere che gli italiani, popolo fortunato, vivono nel migliore dei mondi possibili. Mentre un utopista dell’Ottocento o un egualitarista del Novecento sarebbe portato a credere che l’Italia sia diventata il paese più socialista del pianeta. Che pensare, infatti, di un paese in cui le classi un tempo sfruttate hanno in media raggiunto e superato il reddito dei loro datori di lavoro…

Flexicurity senza casa

La riforma del mercato del lavoro allo studio in Italia punta a introdurre elementi di flessibilità per le imprese, accompagnati da maggiori tutele individuali per i lavoratori disoccupati. Il modello, la cosiddetta flexicurity, non è altro che una revisione dell’impianto istituzionale del mercato del lavoro (ma bisognerebbe piantarla col singolare e cominciare a parlare di “mercati”) attraverso una modifica delle relazioni contrattuali. Al di là del giudizio politico sui singoli provvedimenti…

Quattro dati di fatto sull’articolo 18

Sembra oramai certo che la riforma del mercato del lavoro sia una priorità dell’agenda politica, per rispondere alla crisi e promuovere la crescita. Da più parti viene porto l’invito ad affrontare il tema senza pregiudizi. In questo spirito, ritengo che sia utile ribadire quattro dati di fatto, ben noti a chi studia il mercato del lavoro ma che sfuggono spesso al dibattito. Il primo dato è che la rigidità del mercato del lavoro italiano è ampiamente sopravvalutata. Per l’Italia, l’analisi dei flussi mostra tassi di riallocazione…

Le molte contraddizioni del contratto unico

Presentando al Senato il suo programma di governo, Mario Monti ha affermato che per riformare il mercato del lavoro “è necessario colmare il fossato che si è creato tra le garanzie e i vantaggi offerti dal ricorso ai contratti a termine e ai contratti a tempo indeterminato, superando i rischi e le incertezze che scoraggiano le imprese a ricorrere a questi ultimi”. Molti hanno colto nelle parole del presidente del Consiglio un’implicita adesione alla proposta del cosiddetto contratto unico, autorevolmente sostenuta…