Quattro anni dopo l’11 settembre

L’ attentato di Londra arriva a quattro anni dall’11 settembre e dalla guerra in Afghanistan, a due anni dallo scoppio del conflitto in Iraq, a un anno dalla strage di Madrid. E Tony Blair non ha esitato a dichiarare che un simile attacco era inevitabile, prevedibile e previsto. Fino a oggi, alle critiche di chi accusava la politica angloamericana di alimentare il terrorismo si è sempre replicato: “Ma l’11 settembre è avvenuto prima della guerra in Iraq!”. E’ vero. Eppure considerazioni analoghe a quelle del premier britannico sull’inevitabilità dell’attentato in questi giorni sono state ripetute continuamente, senza che alcuno replicasse che l’11 settembre è avvenuto ormai quattro anni fa. E’ lecito domandare quanto tempo […]

Lode al Cavaliere delle tristi figure

Silvio Berlusconi ha letto l’Elogio della follia, proprio come Miguel de Cervantes, che nel prologo del suo Don Chisciotte esordiva con una celebre excusatio: “Sfaccendato lettore, senza bisogno di giuramenti, mi puoi credere se ti dico che avrei voluto che questo libro, come figlio del pensiero, fosse il più bello, il più vigoroso, il più intelligente che potesse immaginarsi. Ma non ho potuto contravvenire all’ordine di natura…”. Anche noi avremmo voluto che Silvio Berlusconi fosse altri da quel che si è dimostrato in più di dieci anni di onorata carriera politica. Ma nemmeno per il Cavaliere delle tristi figure, che fa le corna al vicino nelle foto dei vertici europei e riesce a far […]

Perché ci piacciono le primarie

Nelle ultime settimane centrodestra e centrosinistra hanno sbandato non poco. Il solo elenco dei colpi ricevuti dalla maggioranza, dai conti pubblici alle gaffe internazionali, dalla penosa vicenda dell’Irap ai continui aggiustamenti di rotta su partito unico e leadership della coalizione (per non parlare del problema su cui probabilmente la Cdl si sta giocando ogni residua chance di recupero: sicurezza e immigrazione), occuperebbe lo spazio di un intero articolo. E di quelli lunghi. Ma è significativo come pure nel momento di maggiore debolezza del governo, nell’opposizione si sia aperta una crisi tanto grave da spingere il suo leader ad abbandonare il progetto politico cui aveva legato le proprie sorti – la lista dell’Ulivo – e […]

Contrordine, amici?

E così la lista unitaria non si farà, i partiti del centrosinistra correranno nel proporzionale ognuno con il proprio simbolo e il progetto di una nuova formazione politica che riunifichi e dia forza ai tre principali filoni del riformismo italiano è rimandato a data da destinarsi. Male. Massimo D’Alema, Piero Fassino, Arturo Parisi e Romano Prodi si sono riuniti giovedì scorso e hanno deciso che bisognava evitare la scissione della Margherita, rilanciare le primarie e abbandonare la lista Uniti nell’Ulivo. Trattandosi di persone che fino a oggi si erano spese tutte e non poco per il percorso unitario, devono avere avuto una solida ragione per lanciare il contrordine. Noi non sappiamo quale sia questa […]

Il grande freddo

Il giorno dopo, nel centrosinistra, sarà il giorno più lungo. La sconfitta dei Ds e di tutti i partiti dell’Unione che si erano impegnati per il Sì non è destinata a restare senza conseguenze nei rapporti con Francesco Rutelli. Il leader della Margherita lo sa bene, perché la scelta astensionista non è stata che la terza mossa della sua combinazione. La prima mossa colpiva sul terreno dei rapporti tra i partiti della federazione e nella sfida per il consenso dell’opinione pubblica, con la decisione di chiedere alla Margherita un pronunciamento ufficiale contro la lista unitaria. La seconda mossa toccava direttamente il leader di un partito alleato e i rapporti con il mondo economico, con […]

Lui c’entra

Francesco Rutelli ha gettato il dado sul tavolo del referendum. Presa la decisione di dichiarare pubblicamente la sua scelta astensionista, avrebbe potuto comunque attenuarne il valore politico, dare alla sua posizione il carattere di una scelta personale, porre la questione nei termini di un problema di coscienza che in fondo ha già diviso tanti partiti e leader politici. Nessuno avrebbe potuto obiettargli alcunché. Rutelli ha deciso invece di dare a quella scelta un preciso significato politico, accusando gli alleati di essere loro fuori linea, sfidandoli così apertamente – anche su questo terreno – nella contesa per l’egemonia nella coalizione. Si tratta evidentemente di un rischio calcolato. La scommessa si basa infatti sulla possibilità di […]

French kiss

Raramente i cittadini rispondono alla domanda posta loro da una consultazione elettorale. Come in una pièce di Samuel Beckett, dove alla domanda: “Che ore sono?” l’interlocutore risponde: “Sempre le stesse”, così gli elettori francesi e la maggior parte degli europei spesso manifestano la convinzione che in politica il tempo si sia fermato: anche il gioco dei partiti ora al governo ora all’opposizione appare sempre lo stesso. E i cittadini accordano il loro voto a formazioni radicali e antisistema, ritenendole le sole capaci di rompere l’orologio incantato. Nella politica francese da decenni dominata dalla figura di Jacques Chirac si tratta di un’analisi che ha un suo fondamento. Ed è difficile non vedere nel No al […]

The real sick man of Europe

Il primo gran malato d’Europa terminò i suoi giorni con la Prima guerra mondiale e le sue spoglie furono spartite tra le grandi potenze del continente. La definizione coniata dallo zar Nicola I è ormai di uso comune, eppure fa una certa impressione vederla attribuita all’Italia sulla copertina dell’Economist, il maggiore e il più globale dei settimanali politico-economici, nel momento in cui potenze del calibro del Banco de Bilbao o dell’olandese Abn Amro ingaggiano una lotta senza precedenti (senza precedenti in Italia, sia ben chiaro) per il controllo di pezzi importanti del nostro sistema economico; nel momento in cui la società che controlla il principale quotidiano del paese ondeggia vistosamente al diffondersi delle voci […]

Sì o No

Nel referendum del 12 e 13 giugno gli elettori dovranno rispondere a quattro domande precise, ma per poterlo fare – per poterlo fare effettivamente, senza che la loro decisione sovrana sia annullata dal mancato raggiungimento del quorum – dovranno prima rifiutarne una quinta, che potremmo formulare così: volete voi impedire in ogni modo lecito che a decidere di tali questioni sia la maggioranza degli elettori; volete voi obbedire così all’ordine della Conferenza episcopale italiana e del suo capo, il cardinale Camillo Ruini? Perché di questo si tratta, come ha definitivamente chiarito il cardinale Fiorenzo Angelini al Corriere della sera: “I cattolici veri fanno quello che dice la Cei”. Gli altri, come dice Buttiglione, evidentemente […]

Downing Street

Il percorso che ha portato per la terza volta Tony Blair a Downing Street, primo caso nella storia del Partito laburista, da molti è stato giudicato un sentiero declinante, che inesorabilmente corre verso l’uscita di scena. E così è stato interpretato anche in Italia quel magro 36 per cento (dal 41 ottenuto nel 2001), con l’eccezione del principale quotidiano del nostro paese, che apriva sabato la sua prima pagina con il singolare titolo: “Blair divide il centrosinistra italiano”. Un’idea della gerarchia delle notizie che nemmeno l’Indipendente ai tempi di Gianfranco Funari e che meriterebbe un discorso a parte. Dopo oltre un decennio di cura thatcheriana, l’aureo principio che la società non esiste e che […]