Le evoluzioni della Telecom

Paolo Mieli ama ripetere che i suoi editori sono “persone evolute”. Uno di loro, Marco Tronchetti Provera, era fino a oggi l’azionista di riferimento di Telecom. Dopo una quantità di polemiche, tensioni, dimissioni del presidente, auspicati o temuti raider stranieri e persino un comizio di Beppe Grillo all’assemblea dei soci, l’affaire Telecom ha finalmente trovato una soluzione soddisfacente per le parti e per il Paese. Prima l’azienda era controllata da un unico esponente del patto di sindacato del Corriere della sera. Ora, tramite l’ingresso di Mediobanca e degli altri istituti di credito, è controllata praticamente da tutto il patto Rcs. Sono gli inevitabili effetti dell’evoluzione.

Ore fatali

Viviamo un tempo di grandi mutamenti. Lo scorso fine settimana Ds e Margherita hanno avviato la fase costituente del Partito democratico e l’Inter ha vinto uno scudetto sul campo.

Equilibristi

A seguito degli scontri di giovedì nella Chinatown milanese, l’ambasciatore cinese ha chiesto spiegazioni al governo e ha diramato una nota in cui esorta a “gestire con equilibrio i rapporti con la comunità cinese di Milano”. L’ambasciatore stia tranquillo. Non è che noialtri non si apprezzi l’equilibrato concetto di ordine pubblico che hanno a Pechino. E’ solo che da via Bramante i carri armati non ci passano.

Indovina chi resta a cena

L’ altra sera sono andato a cena da amici. Il menu prevedeva una pasta mari e monti e io ho fatto notare che si trattava di una scelta culinaria inaccettabile, pallida e stanca riedizione del vecchio compromesso tra funghi e gamberetti, che gettava alle ortiche le sane radici della cucina mediterranea. Se si fosse perseverato su quella linea sarei stato costretto ad andarmene, portando con me una parte degli ospiti, o almeno il gatto. La cena è proseguita in un crescendo di accostamenti azzardati, e le mie proteste si sono levate più alte e più ferme ad ogni portata. Un paio d’ore dopo, stravaccato sul divano, tentavo con scarso successo di vincere la sonnolenza […]

Quandoque dormitat Woodcock

Riferisce il Sunday Times che la società Bae Systems – la principale industria inglese nel campo dell’aerospazio e della difesa – ha pagato due attrici per intrattenere un principe saudita e il suo seguito, al fine di aggiudicarsi un ricco contratto. Si parla di un compenso di qualche decina di migliaia di sterline per le due accompagnatrici – tariffe da paese evoluto, altro che vallettopoli. Nessuna reazione, per ora, dalla procura di Potenza. Ma non disperiamo.

Borotalco

Leggiamo sul Corriere della sera di domenica che L.V. (una trentenne “così bella che al cinema ha fatto spesso la controfigura”) è “la ragazza della crociera”. C’è un video – forse – c’è una barca al largo di Capri, un festino, ostriche e champagne. Musica e magia – scrive il Corriere – e droga. Racconta L.V.: “C’ero io, altre due ragazze, un trans, un ricco americano, un napoletano che si faceva chiamare l’Ingegnere. E poi, sì, lui. L’uomo politico…”. Sull’identità dell’uomo politico è ancora mistero. Ma il ricco americano era senza dubbio Burt Reynolds, e lo yacht era in realtà un cargo. Battente bandiera liberiana.

L’ago della convinzione

A Pier Ferdinando Casini non piace la definizione di “ago della bilancia”. Sono tutti opportunisti, ha detto venerdì sera intervistato da Daria Bignardi, io invece ho delle convinzioni. Pochi minuti dopo, rispondendo a una domanda su Di Pietro, spiega che aveva un pregiudizio su di lui, maturato con tangentopoli, ma ora sta ci sta ripensando, e poi “certamente non è un fesso”. Quanto a una possibile alleanza, “per il futuro si vedrà”. Perché avere delle convinzioni è lodevole, e non lasciarsene condizionare ancora di più.

Intese variabili

Alla ricerca di intese per la nuova legge elettorale Prodi ha sentenziato: “Mai più interventi della maggioranza a danno della minoranza”. Giusto. Anche perché, almeno al Senato, bisogna prima capire qual è la maggioranza.

Parla con Paola

La senatrice Paola Binetti porta il cilicio, ha spiegato, per ricordare “il senso della fatica con cui ci assumiamo la responsabilità di quello che facciamo nella vita”. Il che è, grosso modo, quello che fanno molti suoi elettori, ascoltandola.

Molluschi si nasce

Pensate come un calamaro gigante, uscite dalla visione antropocentrica. E’ il consiglio che Adriano Sofri ci ha dato, sulla Repubblica di sabato, per prendere le distanze dalla crisi di governo. Io ci ho provato. Come se andassi a scuola di recitazione ho guardato il mondo con occhi di calamaro, esercitando per ore la mia nuova visione cefalopodecentrica. Poi ho cominciato a sentire una certa affinità con Veltroni e ho smesso.