Usciamo dall’europerbenismo

Il successo del Movimento 5 Stelle non è stato il frutto di un complotto, tantomeno di un errore. Alle primarie, gli elettori del centrosinistra avevano detto chiaramente di volere una svolta politica profonda, al di là di una rappresentazione personalistica e anagrafica dello scontro, che pure forse ha finito per influenzare in qualche modo lo stesso Pier Luigi Bersani. Eppure, e il risultato delle primarie per i parlamentari del Pd, col successo dei cosiddetti “giovani turchi”, l’avrebbe poi confermato, era evidente che non aveva vinto il “vecchio” contro il “giovane”. A essere sconfitte, al contrario, erano state l’Agenda Ichino e l’Agenda Monti, e con esse il riproporsi della (vecchia) subalternità al neoliberismo. Gli elettori […]

Una rivoluzione di mezza età

Cara Left Wing, ho due piccole storie da raccontarti. La prima è questa: qui a Shanghai se non piove vado a lavorare facendomi una camminata di una mezz’ora. Lo so, l’inquinamento e tutte quelle cose lì: ma di norma vivo a Milano, mi sa che i polmoni li ho già ben foderati di polveri sottili, quindi tanto vale. Ma non divaghiamo: facendo questa passeggiata passo due volte al giorno davanti a un cantiere. Sta su Nanjing Lu West, che è una via ricca, piena di negozi lucenti e costosissimi, e grattacieli vetrati e alberghi a cinque stelle. A due passi dal Fake Market, del quale ti racconterò magari un’altra volta, c’è appunto questo cantiere. […]

La buona occasione

Le elezioni del 24 febbraio hanno cambiato il volto del sistema politico. Ma la novità più evidente, il ruolo assunto dal Movimento 5 Stelle, rischia di oscurare le altre, non meno significative. La prima è che in queste elezioni si è verificato il più massiccio spostamento di voti da almeno vent’anni a questa parte. Un fatto epocale. Per la prima volta dal 1994 è franato il blocco sociale su cui si reggeva l’egemonia berlusconiana: Pdl e Lega non arrivano, insieme, neppure al 30 per cento. Nel 1994 Forza Italia, An e Lega superavano il 42, nel 2008 raggiungevano il 46 per cento. L’altra grande novità è il rifiuto della logica bipolare da parte degli elettori. […]

Per il Pd è l’ora dell’irresponsabilità

“La serietà al governo”. Così era scritto nel 2006 sui manifesti della campagna di Romano Prodi, capo di una coalizione che peraltro di serio aveva ben poco da offrire, composta com’era da una miscela che comprendeva i più vieti demagoghi (Antonio Di Pietro, i Verdi di Pecoraro Scanio) e i più spregiudicati trasformisti (Clemente Mastella, Lamberto Dini, eccetera). Da quella campagna prodiana, funestata dallo scomposto presenzialismo di Fausto Bertinotti, uscì una massa di voti importante (circa 19 milioni), vetta massima di consenso al centrosinistra, che si tradusse però in una vittoria mutilatissima. Il richiamo di Prodi alla serietà ebbe una sua forza agli occhi di una nazione che usciva stordita dal carnevale berlusconiano della […]

La democrazia del termosifone

Cara Left Wing, un paio di giorni fa sono arrivato a Shanghai, dove passerò i prossimi due mesi per lavoro. A parte il fatto che oggi ho sentito una discussione fra tre colleghi (tutti italiani) concludersi con un “ma chi ha deciso questa cosa? Ma le abbiamo fatte le primarie? No, perché altrimenti butto tutto a monte, che sia chiaro” che mi ha precipitato in un passato prossimo rispetto al quale speravo di aver messo di mezzo un numero sufficiente di chilometri, c’è una cosa che voglio raccontarti. Avevo letto la storia qualche settimana fa in un libro di Yu Hua, “La Cina in dieci parole” (lo so, il titolo è quello che è, […]

Vogliamo promesse

In principio era il Verbo, e il Verbo fece, nientemeno, una promessa. Ora, si può ben discutere sui contenuti della promessa e sui tempi e i modi del suo mantenimento, ma non sul fatto che una dimensione di natura prescrittiva sia originariamente legata all’uso della parola. Perciò, la scena che Agostino allestisce nelle Confessioni – a proposito dell’apprendimento del linguaggio: le parole denominano gli oggetti e il bambino impara a parlare apprendendo i nomi degli oggetti – quella scena è del tutto campata in aria. «Di una differenza tra tipi di parole Agostino non parla», notava Wittgenstein: come se Agostino non conoscesse i differenti impieghi del linguaggio, e soprattutto come sia necessario, perché qualcuno […]

L’ora dei democratici cattolici

È dunque vero che l’esito delle primarie, in particolare per l’affermazione dei “giovani turchi”, avrebbe reso il Pd meno ospitale verso la tradizione cattolico-democratica, spingendo una parte del suo elettorato potenziale verso le forze centriste che si stanno raccogliendo attorno all’agenda Monti? Pur essendo sostenuta con forza da un certo numero di commentatori, la tesi non è convincente. In questi giorni in cui sotto l’incerta guida di Mario Monti sembra aggregarsi un magma di forze politiche e sociali assai eterogeneo (dai finiani ai montezemoliani, passando per il fondatore di Sant’Egidio e per l’Udc), il tentativo di ricostruire una sorta di barriera ideologica tra cattolici e centrosinistra appare davvero forzato. È convinzione di chi scrive […]

Gli eurocamaleonti

Nella giornata di giovedì, a Bruxelles, si sono riuniti i leader dei partiti membri delle grandi famiglie politiche europee per preparare il Consiglio che sarebbe cominciato in serata. All’Academie Royale de Belgique, dove si svolgeva il vertice del Ppe, si sono ritrovati allo stesso tavolo Silvio Berlusconi e Mario Monti, quest’ultimo invitato dal presidente del partito Wilfrid Martens a titolo personale. Un’eccezione alla procedura non priva di un contenuto politico. A tredici anni dall’entrata di Forza Italia nel Ppe, Berlusconi siede, ormai, al tavolo dei leader conservatori europei come la pecora nera della famiglia, il parente col quale è sconveniente farsi vedere in giro. Eppure nel ’98 era stato proprio il Ppe (su ispirazione […]

Il merito del più forte

Il giorno dopo l’annuncio delle dimissioni di Mario Monti, sul Corriere della sera compare l’ennesimo articolo di fondo, questa volta a firma di Roger Abravanel, che ci ricorda con le sue argomentazioni un fronte della sfida aperta dal Pd per una sinistra riformista che voglia proseguire il suo cammino di emancipazione dal pensiero delle destre. È proprio nel mantra del merito e della meritocrazia declamato in questo caso da Abravanel, infatti, che troviamo uno dei campi di questa battaglia politica e culturale. La questione del merito, agitata come un’arma minacciosa, sia dentro che fuori il perimetro della sinistra, è stata forse in questi anni una delle maggiori sconfitte culturali dei progressisti. Il merito e […]

Viva l’Italia

"Viva l'Italia"

E così, ancora una volta, alle primarie trionfa il candidato dell’apparato, il voto di opinione delle grandi città incorona il grigio burocrate, il popolo dei gazebo acclama il vecchio e noioso Pier Luigi Bersani, l’anti-leader incapace di comunicare. E il “ciclone Matteo Renzi” che doveva rivoluzionare la politica italiana si ritrova più o meno con i voti raccolti nel 2009 da Dario Franceschini. D’altra parte, è dal giorno in cui Rosy Bindi annunciò la sua candidatura alle primarie del 2007 che tutti i giornali ci spiegano, ogni volta, che stavolta saranno primarie vere. Sarà così anche la prossima volta, vedrete. E sarà la prima anche quella. Il messaggio più efficace, che era forse anche più di un sassolino nella scarpa, il […]