Vanitosi

In Italia c’è un regime e lo dimostra il fatto che le minoranze non hanno diritto a esprimersi, dice Andrea Camilleri esprimendosi sulle pagine dell’Espresso. L’argomento non è nuovo e capiamo anche che spesso chi lo utilizza vi ricorre per vanità, felice di potersi considerare una sorta di nuovo partigiano. Tuttavia ci sembra che valga sempre la pena spendere qualche parola per contestare la tesi. Ci stavamo preparando a farlo, quando siamo rimasti spaesati: nella stessa intervista, lo stesso Camilleri ci spiegava che sì, c’è un regime, ma lui con Mondadori pubblica lo stesso. Certo, la cosa lo infastidisce un po’, ma resistere alla propria vanità si è rivelato troppo difficile. Così la metteva […]

Partito Tremonti, Partito riformista

La presenza di Giulio Tremonti al capezzale del governo non poteva passare inosservata. Davanti al letto di ospedale da cui Umberto Bossi decideva ancora una volta la sorte del premier, il malato principale era in realtà Silvio Berlusconi, venuto a pregare il suo ministro di non abbandonare il governo al cospetto della moglie e di un paio di sottosegretari, nonché del super ministro dallo stesso Berlusconi appena dimissionato. Ma forse è sfuggito il senso di quella presenza, perché nelle sue personali idi di luglio Giulio Tremonti ha ricevuto sì ventitré coltellate da nemici e alleati, leghisti compresi, ma il suo figlioccio non era tra questi. Le ultime parole di Giulio Tremonti sono state infatti: […]

Funamboli

La Margherita è un soggetto che serve “ad alimentare la competizione culturale dentro la coalizione”, quindi è meglio buttare a mare la lista unitaria che tanto nessuno si dispererà. Così De Mita. Secondo noi la Margherita farebbe un errore a dargli retta: con il ritorno alla competition rischierebbe di ritrovarsi alle poco gratificanti percentuali di un anno fa. Ma a convincerci ulteriormente della nostra tesi ha provveduto De Mita stesso. “Ds e Sdi – ha detto – pensavano che la lista unitaria portasse alla costruzione del partito riformista, una cosa indeterminata, un po’ come il centrocampo per i sostenitori di calcio. Mica si fa il tifo per il centrocampo”. E’ chiaro, chi ha mai […]

Arrivano i Perfezionisti

Alla politica italiana si affacciano da tempo, ma il loro momento è arrivato adesso. Il combinato disposto della crisi del governo Berlusconi e delle divisioni nel centrosinistra da un lato, della debolezza di Forza Italia e delle divergenze strategiche nella lista Uniti nell’Ulivo dall’altro, costituiscono per loro le condizioni ideali, diremmo quasi di laboratorio. Depurato di ogni perturbatrice influenza esterna, la politica italiana offre ora il suo tavolo asettico agli esperimenti più audaci. La vertiginosa moltiplicazione degli scenari di scomposizione e riaggregazione delle forze in campo – politiche ed economiche – presentati quotidianamente dai giornali offre il quadro d’insieme, come una gigantesca tela su cui ogni artistico ingegno passa a gettare il suo contributo, […]

Nostalgici

Ci era sembrato che le elezioni e la conseguente crisi nella coalizione di governo indicassero chiaramente che il centrosinistra aveva imboccato la strada giusta: un forte baricentro riformista (e auspicabilmente, presto, un partito) che dava stabilità a una coalizione ampia, capace di incalzare la maggioranza facendone emergere le contraddizioni. Finalmente il bipolarismo italiano iniziava ad assumere anche in Italia forme moderne ed europee. Abbiamo un’autostrada davanti a noi e dobbiamo solo andare avanti, questo ci ripetevamo. Poi però è arrivato Rutelli che ci ha spiegato,con un’intervista in cui la lista unitaria non è mai nominata, che il bipolarismo va temperato e che le dimissioni di Tremonti aprono grandi spazi al centro che la Margherita […]

Il Primo ministro dell’economia

Le dimissioni di Giulio Tremonti segnano uno spartiacque nella vita del governo e nella politica italiana degli ultimi dieci anni. Quali che siano le scelte di Berlusconi, assai poco propenso a formalizzare la crisi, con la caduta del superministro dell’Economia nasce di fatto il Berlusconi 2. E questa volta, aggiungere il sottotitolo “la vendetta” non sarebbe solo una facile battuta. Ci sbaglieremo, ma fossimo nei panni di Gianfranco Fini aspetteremmo ancora qualche giorno prima di stappare lo spumante. Le dimissioni di Tremonti segnano uno spartiacque nella vita del paese perché rappresentano la prima vera svolta del berlusconismo. Dove questa svolta ci condurrà è ancora presto per dirlo (noi diremmo a elezioni anticipate subito dopo […]

La fantascienza al potere

Se nel 1984 William Gibson non avesse scritto Neuromancer probabilmente ci saremmo risparmiati la noiosa trilogia di Matrix e forse anche qualche balzana teoria noglobal, ma ci saremmo persi il capolavoro della letteratura cyberpunk. Un futuro dominato da multinazionali e forze criminali, una enorme matrice in cui si naviga collegando i computer direttamente al proprio cervello, un mondo popolato sostanzialmente da grandi affaristi e mafiosi giapponesi, una specie di suggestivo incubo postmoderno fatto di virus, firewall e anarchici pirati della rete. L’ultima opera di Gibson, L’accademia dei sogni, è ambientata nel presente. E questo, sulle prime, ci ha lasciato alquanto perplessi. La protagonista si chiama Cayce, “che però si legge Casey”, come il protagonista […]

Ciechi

E’ stato un errore seguire la strategia Rumsfeld della guerra leggera e supertecnologica, efficacissima nel rendere breve e incruenta la guerra vera e propria quanto nel rendere infinito e sanguinoso il dopoguerra; tuttavia anche la dottrina Powell della forza schiacciante e dei bombardamenti massicci avrebbe comportato prezzi altissime in vite umane e distruzioni materiali, con il forte rischio di compattare la popolazione e il mondo arabo in generale dietro il tiranno. E’ stato un errore la scelta di impiegare un numero relativamente basso di soldati sul terreno anche nella fase successiva, sottovalutando gravemente l’impegno che avrebbe richiesto la stabilizzazione; tuttavia anche un’occupazione pesante e una militarizzazione del paese avrebbero potuto creare non indifferenti problemi […]

Il De profundis è una marcia trionfale

Il voto di domenica sollecita tre considerazioni: la prima dice che se il centrosinistra può vincere alla Provincia di Milano, può vincere ovunque; la seconda che la crisi del governo Berlusconi continua ad aggravarsi, rendendo possibili anche gli scenari che fino a pochi mesi fa sarebbero parsi più inverosimili; la terza che cambia la geografia politica del paese, se a Milano aggiungiamo il clamoroso risultato di Foggia e di quasi tutto il Mezzogiorno. Lo scollamento del centrodestra berlusconiano dagli interessi, dai bisogni e dai sentimenti del paese e il conseguente calo dei consensi è un fatto storico, che meriterebbe un´analisi ben più ampia e approfondita. Tuttavia, prima di vendere la pelle dell´orso è bene […]

Indignati

In tutte le risse da bar c’è un tipo simile. E’ quello che arriva alla fine, che non c’entra nulla, che entra nel locale quando finalmente sembra che la scazzottata volga al termine o sia stata quanto meno circoscritta. E ci si butta. Alla fine, dopo fior di articoli, interviste, barzellette, corsivi infuocati e speciali televisivi sul caso nazionale dello sputo, anche la Fallaci ha intinto la penna nella saliva e ha detto la sua. Naturalmente con sdegno, oltre alla rabbia e orgoglio di ordinanza, prendendosela col danese, reo di avere maltrattato il pupone per tutta la partita. Tanto che a parere dell’illustre giornalista si sarebbe meritato, oltre allo sputo, un bel cazzotto e […]