Euston, abbiamo un problema

I contenuti dello Euston Manifesto, la dichiarazione di principi per il rinnovamento della sinistra progressista, stesa da Norman Geras e Nick Cohen e sottoscritta da intellettuali del calibro di Paul Berman e Michael Walzer, sono presto detti. Si comincia con il pieno riconoscimento del valore universale della democrazia e il rifiuto di qualunque giustificazione dei regimi autocratici. Si condanna ogni e qualunque violazione dei diritti umani, in ogni parte del mondo. I diritti del lavoro sono inclusi tra i diritti umani, ed è riconosciuto il fondamentale significato democratico delle organizzazioni sindacali. Si sostengono le politiche a favore dell’eguaglianza, ma si lascia pragmaticamente aperta la questione di quali siano le forme migliori di organizzazione della […]

Il socialismo come figura retorica

Il socialismo borghese giunge alla sua più pura espressione quando diventa una semplice figura retorica. Libero commercio! nell’interesse della classe operaia; dazi protettivi! nell’interesse della classe operaia; carcere cellulare! nell’interesse della classe operaia. Questa è l’ultima parola, l’unica detta seriamente, del socialismo borghese. Il loro socialismo consiste appunto nell’affermazione che i borghesi sono borghesi – nell’interesse della classe operaia. (Karl Marx, Il manifesto del partito comunista) a cura di Massimo Adinolfi

L’ultima rimonta di Jonathan Bachini

Il destino bussò per la prima volta alla porta di Jonathan Bachini l’otto novembre 1998, durante la partita Udinese-Juventus, quando sul 2-0 per la Juve un suo gol avviò la rimonta friulana. Livornese, ala sinistra guizzante, dalla grande facilità nel dribbling e dall’ottimo fiuto del gol, dopo alcune stagioni di gavetta si era rivelato al grande pubblico proprio a Udine, arrivando anche a conquistare la maglia della Nazionale. Due stagioni dopo era proprio la Juventus a ricordarsi di chi l’aveva castigata in passato, e per il “Baco” sembrava giunta la grande occasione, la consacrazione definitiva. Invece la storia cominciò a prendere un’altra piega. Un anno e mezzo passato spesso in panchina accanto ad Ancelotti, […]

Paradossi post-berlusconiani

Sipario. Il protagonista degli ultimi dodici anni della storia d’Italia si prepara a uscire di scena. Il prossimo candidato del centrodestra a Palazzo Chigi non si chiamerà Silvio Berlusconi: sarà la prima volta dalle elezioni del 27 marzo 1994, inizio di quell’età berlusconiana che si è chiusa per sempre il 10 aprile 2006. Non è la prima volta che il Cavaliere perde le elezioni, si potrebbe obiettare. Ma quasi certamente è l’ultima. Qui sorge però il primo paradosso di questa nuova stagione. Il Cavaliere è infatti al tempo stesso il principale responsabile della sconfitta e l’indiscusso trionfatore all’interno della coalizione battuta. All’inizio della stagione post-berlusconiana, Silvio Berlusconi è l’indiscutibile leader dell’opposizione e il capo […]

Imballaggi prematuri

Cara Left Wing – Senato sballato. Raffaello Turbato

Berlusconi aveva già perso, e io con lui

Berlusconi ha perso, non per l’esito delle elezioni, ma per lo stesso motivo per il quale Garibaldi ha vinto. Ovvero: in Italia, così come non si può parlare male di Garibaldi nonostante la sua fine politica e militare ingloriosa, non si può parlare bene di Berlusconi. Il quale, in altre parole, non è riuscito a far diventare cultura il suo credo, la sua posizione politica, le sue idee. E pertanto ancora oggi, dopo dodici anni di berlusconismo, per molti Berlusconi non è stato altro che il punto d’incontro di interessi, di malaffare, di indecenza umana e politica, e non piuttosto, come io credo sia stato, innanzitutto e perlopiù il portatore di alcune (buone) idee per l’Italia…

My relief in pain

Ugo Lucchese vive, lavora e suona nel circondario di Monza e della Brianza, luoghi che evocano di solito immagini e associazioni ben diverse dai canoni del metallo gotico, salvo puntuali smentite del luogo comune. Lucchese è una di queste: polistrumentista in grado di passare con agilità dal basso ai synths alla batteria, persegue da lungo tempo “oscuri” disegni musicali, dedicandosi a ben tre progetti paralleli. Nel ‘97 entra a far parte degli Aeterea, ora Kaluna, il cui primo ep è stato presentato al Rolling Stone di Milano nel marzo 2005; nel 2004 forma gli Heaven If, gruppo prog prossimo alla pubblicazione del primo lavoro; infine, è anche tra i fondatori dei My Relief In […]

Pensiero della fine ed exit poll eleatici

Al momento in cui scrivo, so soltanto che la quattordicesima legislatura è finita, le urne sono ancora chiuse, e lo spoglio non è ancora iniziato. Invece di esercitare le mie arti divinatorie sull’esito elettorale, preferisco tenermi agli unici dati certi a mia disposizione. Poco per fondarci sopra una riflessione politica sul significato di questo voto, ma abbastanza per una piccola considerazione filosofica sul concetto di fine, e su quel che viene dopo. Che non è una roba semplice, poiché non è semplice dire quando una cosa finisce. In verità, la filosofia si è a lungo esercitata anzitutto sul problema opposto, quello del cominciamento. Solo in questo secolo, e specialmente nella seconda metà, si è […]

La sinistra internettiana

Alle 6.15 di domenica su Macchianera, uno dei siti più cliccati dalla sinistra internettiana, c’era un proclama pro-astensione del padrone di casa. “Tu non puoi mettere sullo stesso piano cadere in un pozzo pieno di letame (Berlusconi, ndr) col pestare una merda (Prodi, ndr)”, scriveva Gianluca Neri. Dacia sul suo blog rispondeva a brutto muso mettendola sul piano storico-sociologico: “Quest’aristocrazia virtuale ricorda i cenacoli feltrinelliani, quelli dove il Pci veniva chiamato pissiai”. Insomma, i bloggher (alcuni) sono davvero questo Partito d’Azione post litteram, geloso della propria natura di “partito dei sofisticati” e della propria intelligente diversità? Sia chiaro, astenersi è sempre legittimo e va dato atto a Neri di essere coerente con un’impostazione della […]

Veltroniani

Ora che tutti parlano di partito democratico, il Corriere della sera può serenamente ricominciare la sua campagna in favore di Walter Veltroni, definendolo più volte (anche nello stesso articolo) come il primo sostenitore del progetto. E pazienza se questo sostegno raramente sia stato sostenuto da alcuna presa di posizione conseguente, avendo Veltroni prima armato la sinistra radicale e girotondina contro la maggioranza riformista dei Ds (dal congresso di Pesaro in avanti) e poi puntato tutto sul pareggio (ricordate i profetici bigliettini sul “Senato imballato” furtivamente scambiati con l’amico Casini?). Ce ne fosse ancora bisogno, quale sia oggi il corso dei suoi pensieri lo mostra limpidamente il suo commento sull’esito del voto: “Un quadro che […]