Tre anni dopo la guerra irachena

Tre anni fa, nella notte tra il 19 e il 20 marzo, la coalizione guidata dagli Stati Uniti invadeva l’Iraq di Saddam Hussein, spaccando a metà tra favorevoli e contrari l’amplissima coalizione internazionale che subito dopo l’11 settembre 2001 aveva guidato l’intervento in Afghanistan e suscitando in tutto il mondo – meno che negli Usa – proteste popolari di una tale ampiezza da far scrivere al New York Times che era scesa in campo l’altra vera superpotenza superstite: quella dell’opinione pubblica mondiale. L’intervento in Iraq è stato insomma talmente controverso e talmente significativo da porsi accanto, e forse sopravanzare, l’11 settembre 2001 come evento periodizzante dell’inizio di un mondo globale postmoderno e postwestfaliano…

Lucia e il Cavaliere

Cara LeftWing – Non avendo mai visto prima la trasmissione di Lucia Annunziata non so dire se, nella sua intervista al presidente del Consiglio, l’ex presidente della Rai è stata più accanita che con altri ospiti. Un premier in carica, e in campagna per un nuovo mandato, non prende cappello e se ne va di fronte a domande scomode, o anche faziose. Se abbandona lo studio, visibilmente alterato, fa una figuraccia. Solo una postilla: Annunziata ha giustamente rivendicato il diritto di fare le domande che credeva al capo del Governo, ma ha poi intimato allo stesso, come un’accigliata maestrina, di ritirare la minaccia di andarsene. Perché mai? Se Annunziata è libera di fare le […]

Egemoni

Selma Dell’Olio, in qualità di membro della commissione competente, ha detto che non accorderà mai finanziamenti pubblici a un film di Mario Monicelli, colpevole di non aver difeso Buongiorno, notte quando era presidente della giuria del festival di Venezia. E questo, naturalmente, in polemica con l’egemonia culturale della sinistra. Espressione con cui immaginiamo si intenda l’esecrabile abitudine di occupare tutte le commissioni competenti, per poi concedere o negare finanziamenti pubblici in base all’affinità ideologica degli artisti.

Quadricromie soffici

Il punto di partenza non è mai importante.Importante è il dettaglio che scopro e ripongo nella mia valigia, il dettaglio che mi appartiene”. Dettagli come frammenti di note, come suoni elevati a impressioni. L’elica desossiribonucleica della musica elettronica, quella votata alla pura evocazione, all’immersione atmosferica: dettagli, come le tracce di “Quadri+Chromies”, ultimo lavoro del poliedrico Hector Zazou. Nato nell’Algeria pre-indipendenza da padre francese e madre spagnola, inizia la carriera di musicista in duo con Joseph Racaille sotto il marchio ZNR, facendo riferimento alla vasta e fertile area del jazz francese. Zazou non tarderà a mostrare un’innata propensione per sonorità e strumenti inusuali, incamminandosi nei territori della contaminazione/scontro. Il lavoro con gli ZNR procede sino […]

Grandi dilemmi

Michele Salvati giudica velleitario pensare, in Italia, a un partito socialdemocratico tout court. Tra le altre cose parla – se non ricordo male – di sensibilità cattoliche da rispettare. La conventio ad excludendum, che ha vietato per lunghi anni il governo del paese al Pci e che aveva una giustificazione principalmente internazionale, rientra dalla finestra sebbene quel Pci non ci sia più e quella motivazione si sia dissolta. L’Italia non ha mai avuto una sinistra normale e pare destinata a non poterla avere. Parimenti il direttore di Repubblica Ezio Mauro scrive, nell’editoriale sull’affare Storace, che il nostro paese non ha mai conosciuto la “moderna cultura conservatrice d’impianto europeo”. E’ tutto vero e noi qua […]

Stadi di calcio e pubbliche virtù

Gli stadi di calcio e gli stadi dell’esistenza: l’estetico, l’etico e il religioso. E la prostituzione, che inquieta i sogni della Commissione europea. Accade questo, che nel paese dove si giocheranno i prossimi Mondiali di calcio, la Germania, dove dal 2001 la prostituzione è un’attività legale, nuovi bordelli aprono i battenti, in vista del prestigioso appuntamento sportivo e delle folle prevalentemente maschili che vi assisteranno. Più di tutti ha colpito la fantasia dei giornali Artemis, “la più grande casa chiusa d’Europa” secondo le parole dei suoi proprietari, tremila metri quadri distribuiti su quattro piani attrezzati che oltre a un centinaio di operatrici del settore ospitano piscine, saune, ristoranti, cinema: tutto, a meno di un […]

La funzione dialettica del denaro

Sulla funzione dialettica del denaro nella prostituzione. Il denaro compra il piacere e, nello stesso tempo, diventa espressione della vergogna. «Sapevo – diceva Casanova a proposito di una mezzana – che non avrei avuto la forza di andarmene senza darle qualcosa». Questa espressione singolare tradisce la sua conoscenza del meccanismo più nascosto della prostituzione. Nessuna ragazza deciderebbe di diventare una puttana, se dovesse contare solo sulla tariffa pattuita coi suoi clienti. Anche la loro riconoscenza, che forse aggiunge qualche altro soldo al suo guadagno, difficilmente le può apparire come una base sufficiente. Come funziona dunque il suo inconsapevole calcolo per ogni uomo? Non lo si comprende, finché si considera qui il denaro solo come […]

La Bolkestein del sesso orale

Ci sono due categorie di uomini: quelli che il 9 giugno partono per la Germania e quelli che sarebbe meglio lo facessero, se comunque devono passare il mese successivo in stato di catatonia mentale, interrotto soltanto da richieste bisillabiche per la soddisfazione dei bisogni elementari. Per i primi, è previsto l’arrivo di decine di migliaia di prostitute, che dovranno trovare decorosa sistemazione nei bordelli cittadini, legali dal 2002. Il più comodo sembra essere l’Artemis, a pochi passi dall’Olympiastadion di Berlino. Settanta euro per entare – siate clienti o professioniste – poi gli uni prendono accordi sulla singola prestazione, le altre hanno a disposizione una camera, pasti gratuiti e l’uso della palestra. Il problema è […]

Endorsing Inzaghi

Filippo Inzaghi non è elegante, non è potente, non è un virtuoso. Non è nemmeno un generoso mangiachilometri alla Gattuso, idolo delle folle per l’impegno e la dedizione. Capita spesso, anzi, che passi un’intera frazione di gioco senza dare consistenti segni di vita. Quando poi si tratta di sgomitare in area di rigore il nostro è, gradasso e mentitor senza vergogna, un cascatore tra i più impenitenti e plateali in circolazione. Perfino il suo soprannome – Superpippo – fa pensare che in fin dei conti sia una presa in giro, e che lo sappia pure, di non essere un eroe vero. Nelle discussioni da bar sport capita spesso di sentirla, la parola definitiva, quella […]

Capote

Truman Capote mangia omogenizzati affogati nel J&B. Prova e non riesce a riconciliare i suoi percorsi paralleli, allora decide di accettarli tutti insieme. E morirne. Capote è un bambino capriccioso, il secchione ossessivo che ricorda a memoria il 94 per cento delle conversazioni, il celebrato divo autore di Colazione da Tiffany, l’uomo insicuro che paga i valletti sui treni perché, insieme alle valigie, gli portino anche i più sinceri complimenti. Capote nel film è Philip Seymour Hoffman, straordinario nei modi e nei toni: un premio Oscar all’anno, da qui in poi, e non sarebbe sufficiente. Vanitoso e fragile in veste da camera, fulcro spietato dei salotti pettegoli in abito scuro. Capote è il giornalista […]