Sdilinquiti

Un Paese serio non mena così scopertamente (e ingenuamente) vanto delle proprie imprese; non recita in una maniera che sfiora il patetico la parte del primo della classe; non si mostra così ansioso di fare una «bella figura». Tutto ciò è irrimediabilmente da parvenu, per usare la parola giusta. Soprattutto, un Paese serio non mostra di andare alla ricerca con tale patetica ansia dell’approvazione degli altri, non si sdilinquisce per un articolo benevolo del New York Times, non si fa prendere dall’orgasmo per un commento di Le Monde”. Con la consueta verecondia, la mitezza che è tipica del suo carattere, l’umiltà e diremmo pure – per usare la parola giusta – l’understatement che contraddistinguono […]

Amministratori

Fausto Bertinotti, attuale presidente della Camera ed ex segretario di Rifondazione comunista, in un’intervista alla Stampa – attenzione ai dettagli – sabato 29 luglio dichiara che in politica “ci vorrebbe un Marchionne”, che poi sarebbe l’attuale amministratore delegato della Fiat. Non sappiamo come l’abbia presa Romano Prodi, già a suo tempo degradato ad amministratore straordinario del centrosinistra da Carlo De Benedetti. Ma almeno abbiamo capito in cosa consisterebbe la famosa svolta culturale bertinottiana tanto elogiata dal Corriere: trionfi la giustizia proprietaria, e non se ne parli più.

Impazienti

Intervistato domenica da Repubblica, il ministro Bersani assicura che sulle liberalizzazioni andrà avanti, che non è vero che sulle licenze abbiano vinto i tassisti e tanto meno che d’ora in poi tutte le lobby prevarranno. Ma la cosa più interessante Bersani la dice riguardo al comportamento tenuto in questa vicenda da tanti esponenti della maggioranza: “Ne ho per tutti, quando questa storia sarà finita. Ho una lista lunga così, di gente con la quale mi devo chiarire. Gente che si è mossa per piccoli opportunismi di bottega. Gente che parla senza sapere, o che ha perso un po’ la memoria”. Attendiamo fiduciosi.

Esterrefatti

Il ministro degli Interni Giuliano Amato si dice esterrefatto dal legame incestuoso tra giornalisti e procure. Diego Della Valle, non meno esterrefatto, grida che la vera domanda – nel caso che lo riguarda – è chi abbia venduto le sue intercettazioni ai giornali. Ancora più esterrefatti, per rimanere in tema di calcio, i tanti commentatori che mettono in discussione la Caf perché – udite udite – la sentenza è stata anticipata dalla Gazzetta dello sport. E a noi, che evidentemente siamo gli unici in Italia a non essere esterrefatti, non resta che domandarci se siamo diventati improvvisamente insensibili. O se invece siamo rimasti semplicemente i soli, almeno negli ultimi due anni, a leggere i […]

Sicurissimi

L’ Italia ha vinto. Ma quale Italia? Speriamo non quella invocata da Buffon, il quale dopo la semifinale dichiarava a caldo che “in Italia siamo bravi solo a fare i processi e mai a goderci i bei momenti”. E noi a chiederci perché non si potrebbe tentare di fare benino tutte e due le cose. Di sicuro non ha vinto l’Italia incarnata da Beppe Grillo, che alla prima partita contro il Ghana organizzava il tifo per la squadra africana, perché questa nazionale era figlia dello scandalo del calcio (peraltro la stessa tesi del difensore di Moggi – curioso, no?). Ma la verità è che per Grillo nessun momento è bello come un processo. Resta […]

Sorpresi

Per i lettori cui fossero sfuggiti il trafiletto in quarantaseiesima pagina o la breve in trentottesima pubblicati sui grandi quotidiani nei giorni scorsi, riportiamo la seguente nota dell’Ansa: “Bologna, 30 giugno – L’attività di audit svolta dalla società Deloitte Financial Advisory service non ha messo in risalto aspetti di rilievo sulla situazione patrimoniale della Compagnia al 31 dicembre 2005. Lo ha confermato il presidente del Gruppo Unipol Pierluigi Stefanini il quale nella conferenza stampa tenuta con il nuovo ad Carlo Salvatori ha ribadito «che non sono emersi addebiti per la gestione Consorte-Sacchetti»”.

Anime belle

Tante volte, a proposito dell’indegno spettacolo offerto da tutti i principali quotidiani da oltre un anno a questa parte, abbiamo parlato di gogna. Non ci sembra di avere esagerato, vedendo le prime dieci o quindici pagine dei giornali ormai sistematicamente occupate da intercettazioni e verbali di interrogatorio di ogni genere. Poi, naturalmente, si può discutere di tutto. Mai però ci sarebbe venuto in mente di dovere spiegare perché la gogna è una cosa brutta, perché il Medioevo non è passato alla storia come l’epoca d’oro della civiltà giuridica, perché compito dei magistrati non è accertare la moralità dei cittadini e nel caso sputtanarli pubblicamente, ma solo e soltanto accertare e reprimere eventuali reati. Sbagliavamo. […]

Conservatori

Sul referendum di domenica prossima il centrodestra accusa l’Unione di rappresentare il fronte dei conservatori. La riforma taglierebbe le poltrone, darebbe più potere ai cittadini e al capo del governo da loro eletto, realizzerebbe un meraviglioso federalismo equo e solidale ma pure efficientissimo, che la sinistra non vuole perché schierata a difesa del vecchio stato centralistico, delle vecchie poltrone e dei vecchi privilegi. Entrambi i poli, poi, sostengono che solo la propria vittoria potrà favorire una riforma condivisa. Curiosa posizione, da parte di chi una riforma non condivisa l’ha già approvata e ora vorrebbe vedere confermata dal referendum. Noi che per una riforma condivisa della Costituzione siamo schierati da sempre, pertanto, voteremo No. Non […]

Grilli

Avremmo voluto scrivere qui poche semplici righe cariche di indignazione. Avremmo voluto parlare dello scandalo del calcio e dell’ipocrisia di un dibattito divenuto in breve tempo surreale, quasi che il problema fossero le partite aggiustate da Moggi e non l’economia criminale – modello Parmalat – che puntualmente torna a emergere da ogni lato oramai da diversi anni a questa parte, ovunque si volga lo sguardo: industrie, banche, società di calcio. E che ogni volta, a forza, si torna a immergere in un mare di sciocchezze. Tutto questo a causa di un perverso intreccio al quale non sfuggono certo i grandi giornali che ne sono anzi espressione diretta, né le procure, né gli intellettuali, né […]

Persuasi

Le considerazioni finali del governatore Draghi sono state unanimemente elogiate. Ma i più entusiasti di tutti sono stati quei giornalisti e quegli editori di giornali che subito ne hanno sottolineato il radicale cambiamento di stile rispetto all’esecrato predecessore. Sarà solo scaramanzia, ma se fossimo nei panni di Draghi, la cosa non ci metterebbe addosso una grande allegria. Specialmente considerando come è finito il radicalmente diverso predecessore, le cui diversissime considerazioni sono state sempre e non meno rumorosamente applaudite.