Spioni

Finalmente nel parlamento della Repubblica pare che qualcuno si sia accorto dello scandalo rappresentato dalla pubblicazione delle intercettazioni telefoniche. Salutiamo con gioia la novità. Si tratta di un segnale importante, che avevamo invocato già un anno fa, in quell’estate in cui i giornali si riempivano delle conversazioni notturne tra Fazio e Fiorani. Ma pubblicare le intercettazioni di un Governatore della Banca centrale, in Italia, è ovviamente assai meno grave che pubblicare quelle di un direttore sportivo della Juventus.

Addetti ai lavori

Commentando lo scandalo che ha coinvolto i vertici della Juventus, John Elkann ha affermato che per chi non era “addetto ai lavori” era impossibile accorgersi di quello che stava succedendo. Per il giovane rampollo, insomma, che Moggi si comprasse le partite e agisse di concerto – ullalà! – con i massimi dirigenti del calcio italiano, per garantire gli interessi suoi, della sua azienda e della larga cerchia dei suoi alleati, era una cosa inimmaginabile. Mai sentito dire, proprio mai, nemmeno come ipotesi. A conferma di cosa significhi crescere in una casa in cui il caffè te lo porta in camera il maggiordomo, senza avere mai bisogno di scendere al bar.

Buoni

Da un po’ di tempo nei Ds è in corso un balletto fatto tutto di passi indietro, gesti di generosità e pubblici attestati di stima. Adesso pure Massimo D’Alema è diventato buono, fotografato sui giornali mentre bacia teneramente la moglie, elogiato da tutti per il suo nobile sacrificio e l’alto senso di responsabilità dimostrato. Tra un po’ dirà anche lui che nel 2011 vuole andare in Africa (salvo pentirsene al primo giornalista che glielo ricordi). Se continua così, insomma, diventa Walter Veltroni.

Scienziati

Fini e Casini insistono: per il Quirinale occorre seguire il metodo Ciampi. Boselli incalza: per il Quirinale non si può seguire il metodo Moggi. Rutelli non molla: bisogna evitare una riedizione più o meno corretta del metodo Marini. Il Cavaliere dice Letta, ma sembra tenere le carte coperte. Ed è un vero peccato che non ci sia più Lucio Colletti, che oggi avrebbe potuto riprendere una pagina del suo Ideologia e società per spiegargli tutto in modo semplice e chiaro: “La metodologia è la scienza dei nullatenenti”.

Sinceri

Come noto e come ulteriormente dimostrato dall’attuale dibattito, tutti gli articoli, i retroscena e le campagne a favore di questo o quel candidato alla presidenza della Repubblica puntano solo a bruciare personalità sgradite, aprire la strada ad altre meno sgradite, inviare segnali, giocare di interdizione, manovrare nell’ombra. E’ un gioco al quale preferiamo sottrarci. Anche perché lo sanno tutti, ormai, che la candidatura più forte è quella di Giuliano Amato.

Ipocriti

Non per l’abrogazione della legge Biagi né per il ritiro delle truppe dall’Iraq, non per il proprio partito né per le proprie idee ma per se stesso – per ottenere, per se stesso, la presidenza della Camera – Fausto Bertinotti è arrivato a minacciare l’appoggio esterno di Rifondazione comunista al governo Prodi, appena vinte le elezioni per un soffio, con Berlusconi che ancora non riconosce la sconfitta e minaccia agguati di ogni sorta per farlo cadere. Così l’elegante Fausto Bertinotti, il coerente Fausto Bertinotti, il comunista perbene Fausto Bertinotti, elogiato persino dal direttore del Corriere della sera – in un celebre editoriale – per il suo limpido comportamento nell’estate delle “scalate bancarie (ed editoriali) […]

Salvati

Avendo passato buona parte dei nostri due anni di vita a polemizzare con chi del partito democratico o riformista che dir si voglia non intendeva nemmeno discutere, l’improvvisa moltiplicazione dei suoi sostenitori ci ha colto un po’ alla sprovvista. Soprattutto quando tra i nuovi arrivati, per mostrarsi signorili, si è cominciato ad attribuire a Michele Salvati la primogenitura dell’iniziativa. A loro beneficio e con spirito di amicizia, ci sentiamo pertanto in dovere di ricordare che nel suo famoso appello per il partito democratico pubblicato sul Foglio il professor Salvati invitava i riformisti dei Ds a promuovere una scissione e ad abbandonare il loro partito al correntone guidato da Cofferati, per confluire con la Margherita […]

Veltroniani

Ora che tutti parlano di partito democratico, il Corriere della sera può serenamente ricominciare la sua campagna in favore di Walter Veltroni, definendolo più volte (anche nello stesso articolo) come il primo sostenitore del progetto. E pazienza se questo sostegno raramente sia stato sostenuto da alcuna presa di posizione conseguente, avendo Veltroni prima armato la sinistra radicale e girotondina contro la maggioranza riformista dei Ds (dal congresso di Pesaro in avanti) e poi puntato tutto sul pareggio (ricordate i profetici bigliettini sul “Senato imballato” furtivamente scambiati con l’amico Casini?). Ce ne fosse ancora bisogno, quale sia oggi il corso dei suoi pensieri lo mostra limpidamente il suo commento sull’esito del voto: “Un quadro che […]

Crociati

Preceduto da un vibrante appello in difesa dei valori dell’Occidente, domenica mattina di buon’ora è partito da Roma l’Occident Express di Marcello Pera. Idealmente diretto a Lepanto, materialmente il “treno delle radici cristiane” si è fermato nella non meno ostile e idolatrica Bologna. Per l’amara delusione dei passeggeri, che al posto delle orde di turchi assetati di sangue e della flotta ottomana, hanno trovato ad attenderli un comizio di Forza Italia.

Bolliti

Come molti avevano facilmente pronosticato, Silvio Berlusconi ha tenuto le più scottanti rivelazioni dei suoi dossier per le ultime settimane di campagna elettorale. “Ai tempi di Mao – ha dichiarato solennemente in un comizio – i comunisti cinesi bollivano i bambini”. Quindi ha invitato la platea a documentarsi leggendo il Libro nero del comunismo, che non per nulla è edito da Mondadori.