La giornata del partito democratico

La storia di questi anni lo ha già ampiamente dimostrato: il peggior nemico del partito democratico sono le parole inutili. La linea politica che tutti i sinceri sostenitori della nuova formazione dovrebbero adottare è dunque la linea della chiarezza. Un partito democratico in Italia serve se si dà come manifesto il proprio stesso nome e come programma politico un testo di una sola riga, in cui al primo e ultimo punto stia scritto che il progetto del partito si riassume nel seguente principio: una testa, un voto. Fine del programma. In Italia, si tratterebbe di un principio rivoluzionario. Tanto nella politica come nell’economia e in ogni altro campo della vita associata. La discussione sul […]

Partita democratica

La partita che si è giocata in questi ultimi anni nella politica italiana ruotava attorno alla ridefinizione dei gruppi dirigenti dentro le due principali coalizioni. Una partita giocata senza esclusione di colpi, spesso nelle forme di una vera e propria campagna di stampa, sebbene con scarsa o nessuna consapevolezza da parte di molti dei commentatori che vi hanno entusiasticamente partecipato. Primo obiettivo di tale campagna era la sostituzione delle leadership esistenti, quelle di Romano Prodi e Silvio Berlusconi. Ma dietro i facili argomenti della necessità di un ricambio, anche generazionale, si nascondeva l’ostilità delle vecchie oligarchie parassitarie nei confronti di leader politici sentiti come estranei innanzi tutto perché effettivamente rappresentativi del proprio elettorato. Un […]

La Casa della servitù

La campagna elettorale è stata condotta da Silvio Berlusconi in modo al tempo stesso truce e mirabile. Dalla rivolta fomentata dal palco di Vicenza contro i vertici di Confindustria alle considerazioni sugli elettori di sinistra “coglioni”, il Cavaliere ha guidato il gioco secondo il suo stile: Pulp Fiction, allo stato puro. Come il protagonista del capolavoro di Quentin Tarantino, infatti, anche Berlusconi prima del voto era sembrato a molti un pugile ormai avanti con gli anni e inevitabilmente prossimo al tramonto. Ma proprio come lui, Berlusconi non poteva accettare di andare al tappeto, preferendo piuttosto lanciarsi in una guerra disperata e sanguinosa, solo contro tutti. In campagna elettorale il Cavaliere è arrivato così a […]

La guerra non è finita

L’ elezione di Giorgio Napolitano, primo ex comunista al Quirinale, rappresenta un fatto storico. Come fatto di attualità, sulla strada del consolidamento della democrazia dell’alternanza e del bipolarismo, a nostro giudizio rappresenta un passo in avanti, piano. Se il traguardo è il riconoscimento reciproco tra le forze in campo, dopo la crisi che ha ridisegnato i confini della politica italiana nel ’92, bisogna anche dire che l’obiettivo massimo – ci si passi l’innocente gioco di parole – è stato mancato. La candidatura di D’Alema era stata affacciata all’insegna del motto: “La guerra è finita”. La proposta avanzata da Piero Fassino dalle colonne del Foglio offriva un patto esplicito a Silvio Berlusconi: l’isolamento, nei rispettivi […]

Quirinale, dietro la collina

Tutte le guerre per il Quirinale della storia della Repubblica si sono combattute sottacqua. Bisogna andare al fondo, laddove la luce filtra sempre più debolmente, per capirci qualcosa. Ma a capirci qualcosa aiuta anche il caso, che ha voluto far seguire a così breve distanza l’elezione del capo della Chiesa da quella del capo dello Stato. La seduta comune delle Camere è in effetti, come è stato notato, il Conclave della Repubblica. Non a caso anche nei mezzi di informazione vige una rigidissima distinzione tra chi si occupa del Quirinale o del Vaticano e gli altri giornalisti. Quirinalisti e vaticanisti scrivono sottacqua: i loro movimenti sono rallentati, per poterli cogliere nel loro autentico significato […]

L’incarico di un paese in bilico

La tragedia si è consumata nel 1992. La farsa comincia forse a rappresentarsi nel 2006, nel momento in cui le convulsioni della politica italiana evocano un’altra immagine classica dei momenti di crisi: il morto che afferra il vivo. Dai penosi contorni dell’elezione alla presidenza del Senato di Franco Marini – accompagnata dalla rinascita di un gergo e di una letteratura politico-giornalistica di altri tempi, con i suoi topoi e le sue figure caratteristiche – sono riemersi e hanno rapidamente conquistato il centro della scena, ancora una volta, eroi di antiche battaglie come Giulio Andreotti e Francesco Cossiga. Con il ritorno dei franchi tiratori, dei voti segnati e delle manovre occulte – per un interminabile […]

Consigli a D’Alema

La scorsa settimana abbiamo scelto come foto di copertina il sorriso enigmatico di Robert De Niro nell’ultima scena di C’era una volta in America. Il titolo dell’editoriale che a quella foto si accompagnava era: “La grande occasione”. Parlavamo della grande occasione mancata ai tempi della bicamerale, che a nostro avviso si ripresentava adesso, in condizioni forse ancora più difficili. Nel film, quel sorriso misterioso lascia lo spettatore con la domanda se tutto ciò che ha visto sia una lunga catena di ricordi e malinconiche occasioni perdute, oppure una visione indotta dalle droghe in una mente sconvolta, o ancora una forma di allucinata chiaroveggenza che trasforma il protagonista dell’intera epopea nel suo unico (e impotente) […]

La grande occasione

I nodi non sciolti, prima o poi, vengono al pettine. Questa sembra essere la lezione da trarre dopo l’intervista di Massimo D’Alema al Corriere della sera. L’intervento del presidente ds e le reazioni che le sue parole hanno suscitato pongono l’Italia dinanzi a un bivio. A questo punto la politica ferma non può stare: o va avanti, o torna indietro. Per il centrosinistra è un’occasione storica. E’ la grande occasione mancata al tempo della commissione bicamerale. E non è un caso che a riaprirla siano state proprio le parole di Massimo D’Alema. Il problema posto nell’intervista di venerdì è perfino elementare: occorre trovare una via d’uscita dalla crisi che consenta alla coalizione che ha […]

Paradossi post-berlusconiani

Sipario. Il protagonista degli ultimi dodici anni della storia d’Italia si prepara a uscire di scena. Il prossimo candidato del centrodestra a Palazzo Chigi non si chiamerà Silvio Berlusconi: sarà la prima volta dalle elezioni del 27 marzo 1994, inizio di quell’età berlusconiana che si è chiusa per sempre il 10 aprile 2006. Non è la prima volta che il Cavaliere perde le elezioni, si potrebbe obiettare. Ma quasi certamente è l’ultima. Qui sorge però il primo paradosso di questa nuova stagione. Il Cavaliere è infatti al tempo stesso il principale responsabile della sconfitta e l’indiscusso trionfatore all’interno della coalizione battuta. All’inizio della stagione post-berlusconiana, Silvio Berlusconi è l’indiscutibile leader dell’opposizione e il capo […]

Non sarà facile, ma sai

Silvio Berlusconi si appresta a chiudere la sua parabola politica così come l’ha cominciata: secondo l’unico modulo di gioco che conosce e che considera valido per il Milan, per Mediaset e per la Casa delle libertà. Oramai è chiaro perfino a Fini e Casini, infatti, cosa intendesse il Cavaliere per “attacco a tre punte”. Immemori dell’esperienza di tanti allenatori rossoneri, l’illusione di avere strappato al premier la tanto sospirata collegialità si è dimostrata per An e Udc l’ultimo e il più esiziale di una lunga catena di errori. Dopo avere messo a tacere i recalcitranti alleati, in riga Montezemolo e il Sole24ore, fuori dal vertice di Confindustria l’odiato Della Valle – e dopo avere […]