Under Cover

Please allow me to introduce myself / I’m a man of wealth and taste / I’ve been around for a long, long year / Stole many a man’s soul and faith / And I was ‘round when Jesus Christ / Had his moment of doubt and pain / Made damn sure that Pilate / Washed his hands and sealed his fate”. Una presentazione inconfondibile, infernalmente allusiva. A pronunciarla, questa volta, non è la voce nasale a cui di diritto è associata: quest’altra voce ha un timbro meno pastoso e più chiaro; meno potente ma molto, molto più metallico. Questa voce è metallica. E’ familiare e remota a un tempo, curiosa e disturbante. Le metafore […]

Gianni Cuperlo e la tartaruga

La costruzione di un nuovo partito è un processo doloroso. Questo è secondo me il vero significato – al di là delle intenzioni del suo ideatore – della celebre definizione di Alfredo Reichlin secondo cui “i partiti non si inventano”. Dalla crisi del sistema politico nei primi anni novanta, di partiti in Italia ne sono stati inventati moltissimi: da Alleanza democratica all’Elefantino di Segni e Fini, dal partito dei sindaci alla Rete di Orlando, dall’Italia dei valori a Forza Italia (tralascio dall’elenco, per ovvie ragioni, le infinite filiazioni dei tre partiti storici Dc, Psi e Pci, avvenute “per scissione” e dunque non “per invenzione”). Con la sola eccezione del partito del presidente del Consiglio, […]

Le corna del basket

Secondo un’opinione diffusa, il calcio italiano è il punto di accumulazione di tutte le storture del mondo (sportivo e non), mentre qualsiasi altro sport appare come un’oasi incontaminata dei valori decoubertiniani. La recente frattura fra Lega di serie A di basket e Federazione italiana pallacanestro confuta con decisione questa teoria. A metà degli anni ’90, la sentenza-Bosman creò scompiglio anche nel mondo cestistico, liberalizzando l’afflusso di giocatori dell’Ue nell’allora serie A1. Le successive normative fissarono l’unico limite di un massimo di due extracomunitari per squadra. A complicare ulteriormente la situazione arrivò nel 2000 il cosiddetto caso-Sheppard – l’americano ingaggiato da Roseto degli Abruzzi nonostante fosse già stato raggiunto il tetto degli atleti extra-Ue tesserabili […]

Nussbaum e Nassiriya

L’ ultimo libro, appena apparso in italiano, di Martha Nussbaum una delle più apprezzate studiose liberal di filosofia, diritto ed etica (Nascondere l’umanità. Il disgusto, la vergogna, la legge), comincia così: “Un giudice della California ordina che un imputato condannato per ladrocinio indossi una camicia recante la scritta: «Mi trovo in libertà vigilata». In Florida, gli automobilisti condannati per guida in stato di ubriachezza sono tenuti a esporre sul paraurti della loro auto cartelli adesivi che recitano. «Conducente condannato per guida in stato di ebbrezza»”. Seguono altri esempi, e quindi la posizione della questione: in che modo il diritto, la legge, la giurisprudenza, l’amministrazione della giustizia possono far leva su emozioni come il disgusto […]

La libertà di rubare

Molti considerano lesiva dei propri interessi qualsiasi condotta che loro dispiaccia, e se ne risentono come di un oltraggio ai loro sentimenti; simili a quel bigotto che, accusato di disprezzare i sentimenti religiosi degli altri, ha ribattuto che sono loro a disprezzare i suoi persistendo nel loro abominevole culto o credo. Ma non sono sullo stesso piano ciò che uno pensa della propria opinione e ciò che ne pensa un altro che la considera un’offesa, come non lo sono il desiderio di un ladro di rubare una borsa e il desiderio del legittimo proprietario di tenersela. (John Stuart Mill, Saggio sulla libertà) a cura di Massimo Adinolfi

Dalla culla al girello

Il problema, in senso assoluto, non sono tanto i mille euro per i nati in un arco temporale x. Anzi, elettoralmente potremmo pure giustificare la ratio del gettone populista. Il problema è un altro ed è relativo: in relazione a quale obiettivo il Governo adotta la misura? E poi, è adeguato il mezzo relativamente al raggiungimento di quell’obiettivo? Poniamo che lo scopo sia aiutare le famiglie che non ce la fanno. Ci dispiace, ma lo strumento è pessimo. Perché sarebbe più proficuo considerare il livello di reddito ed estendere l’assegno anche a chi ha un figlio, poniamo, di cinque anni. Magari con una modulazione diversa a seconda del numero di componenti. Supponiamo invece che […]

Questa storia

Alessandro Baricco è uno scrittore un po’ così: volendo dire una banalità, o lo si odia o lo si ama. Volendone dire un’altra: è un dannato piacione, per come è e per come scrive. E come sempre le banalità sono banalità, ma perlopiù sono anche vere. Questa storia è il titolo del suo ultimo romanzo uscito venerdì scorso in libreria, il primo pubblicato per Fandango. Com’è? È di Baricco, e si potrebbe chiuderla qui. Cominciamo col dire ciò che non è: non è una truffa perpetrata nei confronti dei lettori come a suo tempo furono Senza sangue e, in misura solo di poco minore, Seta. Diciamo poi anche che c’è una storia, una storia […]

La Coalizione dei Grandi Dorotei

«Ognuno corre e corre per vincere», ha detto Marco Follini nell’intervista a Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera in cui rilancia la Grande coalizione dopo le elezioni, e sembra di sentire un sospiro di vago disgusto dietro le lenti. Già, che orrore partecipare alle elezioni per vincere. E che schifo giocare nel
campionato di serie A per arrivare primi, non si potrebbe pensare a una classifica bloccata? Che brutta cosa il conflitto, la competizione, l’alternanza degli schieramenti, la democrazia…

Mediorientalia. Il Midas di Tel Aviv

Giovedì 10 novembre un terremoto politico ha colpito Tel Aviv. Contrariamente alle aspettative di tutti le primarie del partito laburista israeliano hanno designato non l’ottantaduenne presidente protempore (e vicepremier nel governo di coalizione con il Likud) Shimon Peres, bensì Amir Peretz. Dei 65mila membri del partito che hanno preso parte alle primarie, infatti, il 42,4 per cento ha votato per Peretz, il 39,9 per Peres e il 16,8 per Beniamin Ben-Eliezer. La sorpresa è stata generale…

Burzum

Ci sono incubi che sembrano non avere mai fine. Suggestive superstizioni, confortevolmente irrazionali e dunque ardue da sconfiggere. A volte, tutto questo può concentrarsi in un’unica persona, in un’unica mente. A volte, può assumere la forma di una voluta discesa agli inferi, un’accurata ed entusiastica ricerca di oscurità etica e morale. Un viaggio dal quale non si ritorna, se non con l’ossessione sanguinosa di voler estendere quell’oscurità come una piaga “purificante”. Rinchiuso in una cella della prigione di Trondheim, Norvegia, il peggior incubo musicale e ideologico della vecchia Europa, ristretto ma non domo, prosegue la sua guerra: nato a Bergen, l’11 Febbraio del 1973, Varg Vikernes, creatore del progetto Burzum e noto nella scena […]