Draghi, Leone Alato e fame bresciana

Il risiko italiano non ha deluso le aspettative di chi ha puntato le sue carte sul rinnovo del patto di Mediobanca a marzo, e sull’assemblea di Generali ad aprile. La maxi espansione della galassia bresciana che si raccoglie intorno alla callida guida del professor Giovanni Bazoli ha suscitato reazioni, dopo mesi e mesi di apparente acquiescenza generale, e ora che gli eserciti si mettono in campo per sbarrarle la strada si tratta di capire se siamo in procinto di mere manovre d’interdizione…

Eni, le leggende e la rete

Sull’onda della crisi Telecom (e del connesso “caso Rovati”), delle taumaturgiche liberalizzazioni e del contenzioso sulla proprietà di Terna, si è aperto, non si capisce bene perché, un acceso dibattito sullo scorporo dall’Eni di Snam-rete gas. In questa contesa l’integrità della più importante azienda italiana è penalizzata anche per via dell’avversione viscerale che la buona opinione pubblica occidentale e la libera stampa nutrono, sin dal Settecento, verso l’influenza della Russia sul continente europeo…

Napolitano, Ruini e la Cgil dello spirito

Vince chi resiste in piedi un minuto in più del nemico”, teorizzava il duro della Fiom-Cgil Claudio Sabattini nel mezzo delle trattative più complicate. Lo aveva ripetuto anche nel 1980, durante l’occupazione di Mirafiori. Era il capo delle tute blu in sciopero, in segreto aveva raggiunto l’accordo con la Fiat, un anno di cassa integrazione a rotazione. Ma la mediazione fallì e Sabattini fu defenestrato. Fu Luciano Lama a dargli il benservito: “Sai come vanno le cose nel movimento operaio, serve un capro espiatorio”. Sabattini sapeva, capì e lasciò…

A cosa serve un partito

Il rapporto tra politica e filosofia si mostra nell’accusa che generalmente viene mossa a entrambe dal cosiddetto senso comune, e dai suoi più o meno ingenui – spesso furbissimi – rappresentanti. Si mostra, intendiamo, nell’opinione diffusa che la politica, così come la filosofia, consista essenzialmente in chiacchiere inconcludenti. Fumisterie intellettualistiche nella migliore delle ipotesi, specchietti per le allodole nella peggiore. Già Benedetto Croce parlava con disprezzo della “credenza che le filosofie siano simili a invenzioni ingegnose e cervellotiche, o a fantasticherie…

Il manifesto democratico

Di questi tempi il discorso pubblico è letteralmente impestato di richiami ai valori e di lamentazioni sulla decadenza dei costumi. Ci piacerebbe pertanto che il manifesto del Partito democratico, cui lavorano tante illustri personalità, desse almeno un timido segnale di riscossa intellettuale e morale. Ci piacerebbe, anzitutto, che fosse un manifesto. Il che significa conciso abbastanza da poter essere affisso alle pareti e negli appositi spazi, senza bisogno di stamparne il testo in caratteri minuscoli. E scritto con parole comprensibili e chiare a tutti, senza bisogno di note esplicative in fondo…

Cari Ds, ecco le forche del caso Unipol

Torno a occuparmi di Giovanni Consorte, perché più si dipana la sua incredibile vicenda giudiziaria più è evidente ciò che su questo sito ho scritto diverse volte, a cominciare dalle ben note vicende finanziarie del 2005: sulla testa di Consorte continua a essere brandita una spada giudiziaria che ormai ha tutti gli estremi per essere definita intimidatoria e persecutoria, per un duplice fine. Il primo è quello che lo riguarda personalmente, ed è volto a farlo uscire per sempre…

Caserta, un conclave senza cardinali

Ci sono due regole basilari della politica, di cui il centrosinistra fa volentieri a meno nei tempi recenti: la prima consiste nell’evitare di alimentare illusioni; la seconda nel vendere bene quello che si fa. Il seminario di Caserta è stato proposto per arginare le polemiche provocate da una Finanziaria che ha risanato accrescendo spesa e prelievo fiscale, rinviando le scelte sui meccanismi di spesa (pensioni, pubblico impiego, sanità). Inoltre, dopo il risultato deludente del primo pacchetto di liberalizzazioni…

Basso continuo e virtuosismi socialisti

Anni or sono, ricordando come lo statuto dei lavoratori era stato approvato dopo la morte di Giacomo Brodolini, suo vero padre, Gino Giugni ha scritto che l’adozione definitiva di questa grande riforma si dovette al fatto che Donat Cattin, della sinistra cattolica, aveva portato a termine quanto il “socialista ministro” (e, ci teneva a specificare, non “ministro socialista”) aveva lasciato incompiuto per la sua prematura morte…

Vi ricordate di Gianni Consorte?

A fine anno, è d’uopo interrogarsi su come sarà il prossimo. Parliamo un po’ fuori dai denti, allora, di quelli che metaforicamente si chiamano “poteri reali”. In Italia, almeno a immodesto giudizio di chi qui scrive, è inutile che pensiate alla politica, e da molti anni. Il potere più forte è senza ogni dubbio quello bancario. Ancora la settimana scorsa, Alessandro Penati su Repubblica ha aggiornato puntualmente i dati dello strapotere bancario…

Billionaire 451

cosa dicevamo

Le cose migliori succedono quando sono via. Ero all’estero quando Lapo Elkann si spinse ai limiti clinici della maschile propensione a far di tutto pur di farsi lasciare da una donna, anche tramite comunicato stampa. Ero a seimila chilometri quando Salvatore Sottile fece le prove generali della rappresentazione teatrale che aspettavamo da sempre, quella in cui Ettore Scola adatta all’Italia Noel Coward: “Ore undici…”, “Chi ci trombiamo?”. Sono in un altro continente in questo dicembre in cui i giornalisti scoprono che, in stanze in cui non erano archiviati i loro articoli mai scritti sulla vita privata dei calciatori, c’erano cassetti di foto delle chiappe dei terzini scattate ma mai pubblicate; che, forse, dietro al […]