Meno ai padri, niente ai figli

Lettera di risposta al nostro appello «Meno ai padri, più ai figli». È stato questo, per almeno due decenni, lo slogan usato dalla grande stampa nazionale per sintetizzare la retorica sulla fine del conflitto di classe e l’individuazione di quello che era considerato il nuovo grande conflitto di inizio secolo, quello generazionale. È stato anche grazie a questo messaggio, semplice ma chiaro, che si è riusciti a fiaccare antiche resistenze e a portare avanti con successo la fase «meno ai padri», approvando un numero imprecisato di riforme pensionistiche, più o meno condivisibili. Oggi che il governo annuncia l’avvio della fase «più ai figli», attraverso l’introduzione del riscatto gratuito per gli anni di laurea per i […]

Parliamone

Se tutti ti ricordano, ogni giorno, che appartieni alla prima generazione che sa già che starà peggio dei propri genitori; se alla fine del tuo percorso di studio, in qualunque colloquio di lavoro, ti chiedono «esperienza» e poi, nella migliore delle ipotesi, ti propongono uno stage non retribuito; se hai partecipato a tutti i concorsi (per quanto pochi) nella pubblica amministrazione e sei rimasto per anni in graduatorie di idonei; se hai provato ad avviare un’attività in proprio e il tuo primo rapporto con lo Stato di fatto sono state le tasse che dovevi pagare per cominciare a lavorare; se per uno o per tanti di questi motivi ti sei ormai convinto che non […]

Gli smemorati nostalgici delle coalizioni

Alcuni editorialisti ed alcuni dirigenti del Pd animano da qualche tempo il tormentone secondo il quale a sinistra per vincere le elezioni ci vogliono le coalizioni (e quindi una legge elettorale con il premio di coalizione). Alcune cose però non tornano. Innanzitutto il fatto che, nei vent’anni di maggioritario di coalizione che abbiamo alle spalle, il più favorito da questa logica sia sempre stato il centrodestra berlusconiano (e infatti è proprio Berlusconi il più attivo in queste ore nel chiedere un ritorno alle coalizioni). Le coalizioni innescano inoltre un meccanismo di proliferazione di partitini personali, composti perlopiù di puro ceto politico autoreferenziale, indotto dalle rendite di posizione che le forze più piccole ne traggono, […]

La mano visibile di Macron

La scelta di Macron – anticipata oggi da Le Monde – di nazionalizzare i cantieri navali Stx, se confermata, avrà un impatto enorme sulla politica europea. Chi come me ha sempre rivendicato il diritto-dovere dello stato a intervenire direttamente nelle questioni economiche non si accoderà mai alle grida di indignazione dei cultori del laissez-faire che si sentono traditi dalle scelte del presidente francese. Ma certo quanto accaduto pone a tutti alcuni interrogativi di sistema: è accettabile che venga prodotto un danno così palesemente ingiusto a Fincantieri? Ma soprattutto, se un paese importante come la Francia afferma in modo così netto il diritto a un intervento politico e governativo di questa portata e impatto, è del tutto evidente […]

Breve storia politica degli abbracci

Cercando su internet tracce di un libro che nessuno ha ancora avuto il puntiglio di scrivere – Una storia degli abbracci in politica 1940-2017 – mi sono imbattuto nella storia di Charlie Crist, governatore della Florida dal 2007 al 2011 e membro della Camera dei rappresentanti. Fort Meyers, sono passate poche settimane dal suo giuramento e Obama è in Florida per tenere un discorso sul piano di stimolo all’economia, avversato a Washington dai repubblicani. Crist, che allora era governatore della Florida, presenta il presidente, chiede un applauso. Obama gli si avvicina, gli sorride educatamente e lo abbraccia. Un secondo, non di più. Nella sua autobiografia Crist lo descrive come il tipo di abbraccio che significa: […]

In difesa dello snobismo democratico

Cara Left Wing, Andrea Vigani ci ha ricordato ieri che lo snobismo, a volte persino involontario, di noi saputi nei confronti dei grillini non ci aiuterà a rimettere in sesto la baracca. Vigani ha purtroppo ragione, anche se a mettersi a farne l’elenco, delle bestialità storiche e dei riferimenti farlocchi inanellati dai cinquestelle, c’è da prendere una risma di A4 intonsi e finirla e averne ancora d’avanzo. Ma se il problema fosse quello basterebbe un semestre di Scuola Radio Elettra, di Cepu, una full immersion di seconda media e la gran parte delle lacune sarebbero colmate. Invece secondo me il fatto è un altro, o forse è l’altra faccia della stessa medaglia: Andrea vede […]

Ma a Roma la mafia c’è

Possiamo reagire in tanti modi alla sentenza di ieri, tutti ovviamente comprensibili e legittimi. Ma il più sbagliato è quello forse più diffuso in queste ore: sostenere che si dovrebbe chiedere scusa a Roma perché Roma non è una città mafiosa. Lo dico da romano innamorato della mia città: a Roma la mafia c’è. Ed è forte e radicata. Basta fare una passeggiata in centro e contare i ristoranti sequestrati perché controllati dalla mafia. Basta passeggiare nei tanti quartieri in cui le piazze di spaccio sono gestite professionalmente, con tanto di vedette sui tetti e controllo militare del territorio. Basta spingersi a Ostia e seguire le attività degli Spada, o andare dall’altra parte della città dove […]

Contro lo snobismo democratico

«Era forse finita quando i tedeschi bombardarono Pearl Harbor?». Ho pensato a John Belushi in Animal House dopo avere sentito Alessandro Di Battista parlare di Napoleone che combatteva «ad Auschwitz», e all’abisso che mi si apre davanti ogni volta che uno dei «meravigliosi ragazzi» mette in luce l’inadeguatezza e la pericolosità del sistema binario arroganza/ignoranza su cui ruota tutta la politica grillina. E mi sono divertito a sfotterlo, come tutti. Ma pensare che confondere Auschwitz con Austerlitz, o accusare «un tal Boneschi» di percepire il vitalizio – ignorando non solo che è morto un anno fa, ma che era un eroe dei diritti civili – siano inciampi che fanno perdere punti percentuali o preferenze al […]

Legalità è anche rispetto dei diritti

La riforma del codice antimafia recentemente approvata dal Senato, e che dovrà ora essere votata alla Camera, prevede tra l’altro l’estensione della confisca preventiva per i patrimoni mafiosi anche all’indiziato per un solo reato contro la pubblica amministrazione, ed è pertanto emblematica del vicolo cieco in cui la politica italiana si è andata a infilare. La confisca di prevenzione è una misura introdotta per colpire l’accumulazione di ricchezza da parte delle organizzazioni criminali, attraverso una presunzione legislativa per cui il patrimonio di chi è sospettato di appartenere a un sodalizio mafioso non può che essere il frutto di condotte illecite, anticipando così la condanna definitiva. Si tratta di uno strumento eccezionale, che deroga a principi […]

La Stabilità dei ricercatori

Ho letto, come molti, la lettera in cui Massimo Piermattei, storico dell’integrazione europea, annuncia la sua dolorosa scelta di abbandonare la ricerca. L’ho letta e mi sembra di conoscerlo: ha trentanove anni, tre meno di me. Di storie come la sua ne conosco tantissime. Sono quelle dei miei amici più cari. Quelli che con me andavano all’università e che erano molto ma molto più bravi di me. E che hanno insistito, hanno provato, hanno tentato di fare quello per cui avevano studiato. E che di studiare e fare ricerca non hanno mai smesso, per fortuna. Spesso lavorando gratis o guadagnando due lire. A volte rimettendoci di tasca loro per supplire alle carenze di investimenti […]