Una mobilitazione contro la flat tax

Nella presentazione del suo governo al Senato il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha formalmente ribadito l’impegno, già contenuto nel «contratto di governo» tra Movimento 5 Stelle e Lega, a introdurre la flat tax con «aliquote fisse» e «un sistema di deduzioni che possa garantire la progressività dell’imposta». A nostro avviso si tratta di un grande imbroglio. È sufficiente, infatti, visualizzare su una carta geografica i paesi che adottano un sistema fiscale di tipo progressivo e quelli dove è in vigore la flat tax, per comprendere come le due formule siano antitetiche e che l’adozione in Italia della flat tax renderebbe il nostro paese più ingiusto e più povero, allontanandolo dalla cerchia di nazioni […]

Manifestazioni molto pacifiche

Cara Left Wing, ieri sono andato alla manifestazione organizzata a Milano dal Pd, quella a sostegno del Presidente della Repubblica (spero di aver azzeccato tutte le maiuscole). Naturalmente oggi non è semplice mettere in piedi un’occupazione di piazza pacifica con bandiere e microfoni e palco e tutto il resto: se non fai un flash mob ti servono minimo due o tre giorni e per come si sono messe le cose ormai sono sufficienti a uscire dall’euro, rientrarci, cambiare un paio di governi e magari anche invadere la Kamchatka, finisce che ci si ritrova in quello spiazzo più o meno grosso a guardarti in faccia con tutti gli altri chiedendosi: «Scusa, mi ricordi perché siamo […]

Sopravvivere al governo più pazzo del mondo

La nascita del governo più pazzo del mondo, al termine della crisi costituzionale più grottesca della storia repubblicana, rappresentava obiettivamente la conclusione meno peggiore tra le alternative rimaste. Essendo le alternative rimaste la guerra civile, il golpe militare e la bancarotta finanziaria (non necessariamente in quest’ordine). Certo la gestazione non è stata semplice e il parto è stato tutt’altro che indolore. Tre mesi filati di travaglio in diretta televisiva avrebbero stroncato persino le tempre più resistenti. Ma dopo una richiesta di messa in stato d’accusa del capo dello stato e l’annuncio di un paio di marce su Roma da parte dei vincitori delle elezioni, per stare solo alla cronaca degli ultimi tre giorni, bisogna sapersi […]

La minaccia del legalismo autocratico

Lo scontro frontale tra la maggioranza parlamentare e il presidente della Repubblica per la formazione del nuovo governo non è solo una crisi istituzionale. La Costituzione assegna al capo dello stato il potere di nominare il presidente del Consiglio e, su proposta di questo, i ministri, senza ulteriori restrizioni. Il presidente della Repubblica non pone alcun veto: esercita un potere, che è quello di nominare ministri da lui condivisi. Il potere di nomina è descritto sinteticamente in Costituzione, e nella storia repubblicana è stato esercitato con diversi gradi di autorevolezza, ma è rimasto spesso sotto traccia perché non si è mai giunti a uno scontro così scoperto (si ricordano i casi di Cesare Previti nel […]

La teocrazia degli onesti

Allacciamo le cinture di sicurezza. Se i programmi di governo disegnano un’idea di futuro, quello immaginato per noi dal contratto tra Lega e Movimento 5 Stelle è un capannone abbandonato di una periferia industriale in un giorno di pioggia. Ci sono solo guardie giurate, e sono pronte a sparare. Siamo davanti a una radicale svolta conservatrice e securitaria: la mortificazione del parlamentarismo e del ruolo dei partiti, una privatizzazione dell’azione politica in nome dell’efficienza, l’accentramento dei poteri nei leader grazie al vincolo di mandato e uno scivolamento progressivo verso forme di autoritarismo popolari nell’Europa dell’est, il tutto colorato da una forte spinta nazionalista anti-europea e intollerante. È un programma di governo tetro come il […]

La maggioranza oscurantista

C’è qualcosa di più significativo del «contratto di governo», a ben vedere, che unisce Lega e Movimento 5 Stelle. Questa convergenza ha radici più profonde, nel linguaggio e nel racconto del paese che entrambe le forze politiche hanno adottato negli ultimi anni, in un incrocio di sentimento antistato e di disprezzo verso la faccia liberale della democrazia. È l’oscurantismo il vero collante di questa nuova alleanza. Il loro linguaggio comune nasce dalla rottura del patto tra cittadini e stato, da un profondo rancore verso gli istituti fondamentali della democrazia liberale come descritta nella Costituzione: lo stato di diritto come forma di tutela dei diritti individuali, la democrazia rappresentativa come forma della partecipazione politica, il lavoro […]

La sinistra non è una costola del populismo

Mai come in questa occasione la dialettica politica interna alle diverse componenti del Partito democratico ha avuto come oggetto del contendere una questione di enorme significato. Decidere o meno di allearsi, all’insegna del meno peggio, con il principale antagonista politico dell’intera legislatura passata, e di tutte le campagne politiche e referendarie nel frattempo condotte, non può essere ritenuto questione di stile parlamentare di tradizione proporzionalista e tantomeno il mero esercizio di una responsabilità necessaria a evitare il ricorso al voto anticipato. Ciò che separa il Pd dal Movimento 5 Stelle attiene ai valori fondanti delle rispettive organizzazioni politiche e le attraversa per intero: i diritti civili e le garanzie di libertà, il posizionamento dell’Italia nel quadro […]

Senza direzione

A leggere i giornali pare proprio che il problema del Pd – anzi, il problema per cui il Pd rischia addirittura l’estinzione – sia tutto qui: nel fatto che Matteo Renzi abbia detto in tv di non ritenere possibile un accordo di governo con i cinquestelle, come già stabilito dall’ultima direzione del Pd, all’unanimità, con l’astensione della sola componente esplicitamente favorevole all’intesa (quella di Michele Emiliano). E come ripetuto in questi giorni da tutti i membri di quell’augusto consesso (con la sola eccezione di cui sopra), i quali, nel momento stesso in cui rilasciavano interviste e dichiarazioni per dire che comunque al tavolo bisognava sedersi, respingevano con sdegno l’insinuazione secondo cui il loro obiettivo […]

La responsabilità di dire No (anzitutto da Sud)

Dopo cinquanta giorni di tentativi andati a vuoto, e di evidenti fallimenti registrati sull’asse Di Maio-Salvini, si pone prepotentemente il tema di un possibile governo M5S-Pd. Un governo che fuori da questo quadro sarebbe stato del tutto impensabile. Alla base del dibattito di queste ore, da parte di molti, vi è il richiamo al senso di responsabilità verso il Paese. Personalmente credo che sia proprio il senso di responsabilità oggi a imporre al Pd di evitare in ogni modo e in qualsiasi forma questo accordo. Pur volendo superare le distanze registrate in campagna elettorale, e le asprezze e le offese ricevute in questi ultimi anni, troverei un gravissimo errore ogni tipo di accordo. Un errore che pagherebbe il Paese, in particolare il Sud, prima […]

Pd-M5S? Sulla democrazia non si discute

Perché dovremmo allearci con il Movimento 5 Stelle? Le motivazioni che leggo in queste ore non mi convincono. Non mi convince chi dice che una parte del Pd non si vuole sedere al tavolo perché è stata insultata. Anche se vi posso assicurare che sentirsi augurare la morte, lo stupro e ogni altro genere di violenza, tutte le mattine, non è piacevole, né dai semplici militanti grillini che popolano i social network né dai loro eletti che fanno lo stesso in Parlamento, come i colleghi De Rosa o la Grillo, che sostenne mi fossi comprata il seggio. Ovviamente nessuno di loro ha mai sentito l’esigenza di scusarsi, privatamente o pubblicamente, ma non è questo […]