Esaltati

Non siamo tra coloro che hanno definito senza precedenti la partecipazione dei fedeli ai funerali del papa, anche perché senza precedenti non è stata (ai funerali di Khomeini, per fare un solo esempio, si dice fossero in quattro milioni). Senza precedenti è stata invece la copertura mediatica, che nella sua iperbolica bulimia ha finito per coprire anche il significato di un evento senza dubbio straordinario. Le maree umane dei fedeli in processione da ogni angolo della Terra hanno invaso soltanto le redazioni dei giornali, lasciando la Capitale perfettamente in grado di fare fronte alle necessità del momento. Noi non siamo pertanto tra coloro che sono rimasti folgorati dall’ultimo miracolo di Wojtyla, né siamo tra […]

Intenditori

Il professor Giovanni Sartori, in diversi articoli sempre ospitati sulla prima pagina del principale quotidiano del paese, ci ha spiegato perché non funziona il bipolarismo italiano, che a noi comunque piace assai più dell’unipolarismo che c’era prima (e che qualcuno rimpiange). Poi, il 19 gennaio, ci ha spiegato perché non avrebbero mai funzionato le primarie, con queste parole a commento della vittoria di Nichi Vendola su Francesco Boccia per la candidatura a presidente della regione Puglia: “Per chi si intende di queste cose la vittoria di Vendola non è una sorpresa. La sorpresa sarebbe se Vendola vincesse la Puglia. In questi casi (…) la regola è che chi vince le primarie perde le elezioni. […]

Tali e quali

Se fossimo vendicativi, ora noi riformisti dovremmo accusare l’Unità di fare il gioco di Berlusconi. L’intervista di Luana Benini a un ex deportato che dichiarava di essere stato picchiato dal padre di Storace, pubblicata in bella evidenza a pagina tre, ha offerto al presidente del Lazio un’occasione insperata per mobilitare i suoi elettori. Perché il padre di Storace all’epoca dei fatti aveva dodici anni e il direttore dell’Unità Antonio Padellaro si è dovuto scusare. L’autrice dell’articolo invece ha detto di non aver fatto altro che il suo mestiere e alla conferenza stampa di Storace, registratore alla mano, ha proposto di riascoltare le parole dell’intervistato. Mostrando così una notevole mancanza di senso dell’opportunità rispetto al […]

Andreottiani

Intervistato dal Corriere della sera, Giulio Andreotti ammette di aver cambiato idea. Nonostante l’appello di Ruini a disertare le urne, in un primo tempo il senatore a vita aveva sorprendentemente dichiarato che sarebbe andato a votare e avrebbe votato no. Ora invece, non sorprendentemente, annuncia che anche lui se ne resterà a casa, visto lo schierarsi molto compatto e ufficiale della Chiesa. Ma Andreotti dice anche che bisognerà rivedere la legge sull’aborto, come già disse a suo tempo in parlamento, subito dopo aver votato la legge 40 insieme alla Casa delle libertà. Sfortunatamente infatti, invece di starsene a casa, in quell’occasione Andreotti decise di andare a votare e in parlamento votò quella legge vergognosa. […]

Solidali

Viva Asor, viva Flores, viva Pancho! Non credevamo avremmo mai sentito il bisogno di gridare cose simili, finché non abbiamo letto i loffi calembour di Umberto Eco, sulla prima pagina dell’Unità di sabato. E’ stata la sua personale letterina di solidarietà a Furio che ci ha spinto a farlo. Le sue spiritosaggini sulla vittima del regime collaborazionista guidato da Piero Fassino (ma Eco non l’ha messa in questi termini, si capisce, perché è uomo che sa stare a tavola). Noi non siamo tra quanti hanno scritto al direttore dell’Unità uscente Furio Colombo per manifestargli solidarietà. Non siamo tra quanti hanno parlato di epurazione, di cedimento alle pressioni berlusconiane, fassiniane, capitaliste o borghesi. Non siamo […]

Allegri (2)

Siccome in Italia succedono sempre le stesse cose, ripubblichiamo senza modifiche il corsivo del 13 settembre 2004. L’unica differenza che dobbiamo segnalare è che la proposta allora di Sandro Bondi oggi è del quotidiano diretto da Feltri, Libero. La proposta di nominare senatrice a vita Oriana Fallaci, avanzata con singolare tempismo politico diplomatico da Sandro Bondi, è di quelle che fanno riflettere. Non sulla proposta in sé, ma sul proponente. Perché la richiesta segnala un’evoluzione nella destra italiana: al momento di indicare qualcuno che sia in grado di rappresentare non tanto l’Italia intera, ma almeno la propria parte, la Cdl passa da Mike Bongiorno a Oriana Fallaci. Ovvero dalla tradizione nazionalpopolare al fanatismo ideologico. […]

Sciacalli

Nel pieno dello scandalo sulle inesistenti armi di distruzione di massa in Iraq, sui dossier gonfiati, sulle false prove presentate all’Onu (su cui peraltro è recentemente tornato Colin Powell, sostenendo di essere stato ingannato dalla Cia) accadde una cosa che in Italia accade di rado: fior di opinionisti si scusarono, o si ricredettero, o si autocriticarono pubblicamente per i loro precedenti interventi a sostegno della guerra. Dopo le elezioni irachene il vento è cambiato e fior di editorialisti hanno cominciato ad ammettere con una certa insistenza gli errori degli altri – che è sempre più facile – chiedendo pubbliche abiure e gridando all’indirizzo di Romano Prodi, come il convitato di pietra di fronte a […]

Contriti

Silvio Berlusconi ha dichiarato di non avere paura di confrontarsi con nessuno, figurarsi, ma prima di confrontarsi con i suoi avversari colpevoli di averlo denigrato, dileggiato e calunniato, esige le loro scuse. Se no, niente confronto. Il bello è che da tempo il confronto tra destra e sinistra verte proprio su questo, su chi fomenti l’odio e chi ne sia la vittima, o più semplicemente su chi abbia cominciato prima. E Berlusconi, conseguentemente e secondo quello che è un suo riflesso caratteristico, si dice disponibile al confronto solo a patto che l’avversario riconosca prima di avere torto. Uno spettacolo talmente triste da far sperare che riprendano a insultarsi al più presto.

Convinti

Leggendo le parole degli sciiti, che rappresentano la grande maggioranza della popolazione e che vogliono una repubblica islamica all’iraniana, non possiamo nascondere il nostro timore che le prime elezioni nella storia dell’Iraq siano state davvero libere.

Maoisti

Lula è stato fischiato dai no global di Porto Alegre e la cosa ci dispiace, sebbene, come ci spiegava qualche giorno fa un contrito articolo del Manifesto, a contestarlo siano stati i soli brasiliani. In particolare alcuni gruppi trotzkisti e maoisti. Il problema però non è la sua politica classicamente socialdemocratica che pure, per chi lo incoronò idolo di un altro mondo possibile e se l’è visto andare al governo in questo, è stata una bella delusione. Non è lo stallo del programma fame zero, su cui il presidente si è impegnato e ha fatto quanto in suo potere. E non è nemmeno il via libera agli ogm, giacché l’alternativa avrebbe comportato parecchia fame […]