Il virus e la crisi del modello Milano

La Milano ansiosa, quella che guarda ossessivamente i numeri sanitari ed economici, è in allarme anche per le prime crepe nell’autoritratto che si era concessa, per scricchiolii sociali che potrebbero annunciare il crollo dell’immagine di città della modernità e dell’innovazione. La Milano della Digital Week si accorge solo dopo molte settimane che per troppi bambini è impossibile accedere alla didattica digitale. Il lockdown delle scuole ha fatto emergere disuguaglianze digitali tra cittadini, coerenti con le disuguaglianze sociali, il divario culturale nell’uso delle risorse e nell’accesso agli strumenti. È soprattutto nelle famiglie con figli nelle classi elementari e medie che questa diversità è evidente: necessaria la presenza di un genitore informatizzato che aiuti i bambini nell’uso […]

Quel vecchio tic dello stato d’eccezione

Ne I Promessi Sposi l’erudito Don Ferrante, di fronte alla peste che dilaga, non crede alla possibilità del contagio della malattia poiché non logicamente riconducibile a nessuna delle categorie classiche aristoteliche su cui, egli crede, dovrebbe fondarsi qualsiasi ragionamento per essere valido. Non prende quindi alcuna precauzione contro il contagio, si ammala di peste e muore. Ecco perché “sindrome di Don Ferrante” è stata denominata da Nicolò Lipari, qualche anno fa, la tendenza dei giuristi contemporanei a classificare l’esperienza con categorie tradizionali inadeguate rispetto a fenomeni sociali e istituzionali inediti. Oggi tutti sembrano soffrire della sindrome di Don Ferrante di fronte a un evento, come l’epidemia di Coronavirus, in grado di generare effetti sconvolgenti. […]

La nostra Chernobyl al contrario

Cara Left Wing, da qualche giorno penso spesso a Chernobyl, alla zona di alienazione che ho visto con i miei occhi un po’ meno di tre anni fa. Successe quel che successe, e li fecero andar via tutti. Qualcuno fece resistenza, qualcuno si ingegnò per tornare a dispetto di tutti i divieti e lo fece con tanta tigna che alla fine l’esercito messo a guardia dei nuovi confini si arrese e disse beh, se volete ammazzarvi con le vostre mani fate pure ma almeno non contate su di noi per darvi una mano. Molti fecero fatica a darsene una ragione, soprattutto gli anziani dei villaggi evacuati dall’esercito, quelli che erano scampati ai nazisti e […]

L’uomo che non si riconosceva

Cara Left Wing, qualche settimana fa sono andato a vedere una mostra fotografica. Era esposta nel Museo Diocesano di Milano, un posto le cui mura fanno spesso concorrenza alle opere che ospitano. Il titolo era Fotografie in carcere; e quelle erano immagini scattate da Margherita Lazzati nel carcere di massima sicurezza di Opera a partire dal 2011. Cinquantotto fotografie selezionate fra oltre tremila, con l’obiettivo di mostrare le manifestazioni della libertà religiosa all’interno, appunto, di una struttura carceraria. Non è però della mostra che ti voglio parlare (bella, emozionante, la lista degli aggettivi di apprezzamento sarebbe lunga). O meglio: ti voglio parlare di una cosa specifica, che ha un suo valore simbolico e spesso […]

Il confine da tracciare sulla prescrizione

La sostanziale cancellazione della prescrizione, approvata dal governo gialloverde ed entrata in vigore all’inizio dell’anno, continua a essere sbandierata dal ministro della Giustizia come un’imprescindibile conquista di civiltà, mentre i decreti sicurezza restano pienamente in vigore e gli accordi con la Libia sono stati rinnovati senza troppo clamore. Quella che persino un avvocato ministro del governo che l’aveva proposta aveva definito «una bomba atomica» è però oggi quasi unanimemente riconosciuta come una riforma dannosa, pericolosa e incostituzionale. A dirlo ormai non sono più solo gli avvocati e una parte consistente dell’accademia, ma anche i vertici della magistratura italiana, che nel corso delle inaugurazioni dell’anno giudiziario l’hanno sconfessata. Sgombrato il campo dalle visioni caricaturali della […]

Essere antisistema a Sanremo

Diversi anni fa mi capitò di ascoltare un famoso notaio romano che spiegava ad un drappello di giovani artisti che avevano occupato un teatro romano, riunendosi poi in una associazione regolarmente registrata e dotata di uno statuto vidimato, che “la rivoluzione non si può fare dal notaio: o si va dal notaio, o si fa la rivoluzione”. A questo pensavo nei giorni scorsi mentre leggevo dell’ennesima bufera calata su Festival di Sanremo e che ha coinvolto il rapper romano Junior Cally: se non si può fare la rivoluzione dal notaio, si può rivendicare di essere antisistema a Sanremo? Non conoscevo l’opera di questo giovane uomo ma ho letto i testi di alcune sue canzoni […]

In Italia il diritto è sempre in minoranza

A trent’anni dalla morte di Leonardo Sciascia ho riletto alcuni suoi scritti tornando ad apprezzare, tra l’altro, l’ossessione – come egli stesso la definiva – per il diritto e la giustizia. In altre parole, l’ossessione per il valore culturale dello Stato di diritto. Una tale tensione era sicuramente dovuta alla sua adesione alla tradizione illuministica, ma scaturiva, in ogni caso, da una profonda comprensione filosofica della portata morale dello Stato di diritto. Lo Stato di diritto è infatti quella forma di organizzazione istituzionale nella quale l’esercizio del potere è sottoposto al primato, e dunque al controllo, della legge. In particolare, della legge che incorpora i diritti inalienabili dell’uomo rendendoli fondamentali e indiscutibili nell’ambito degli […]

La mano dell’uomo

Cara Left Wing, qualche settimana fa mi trovavo a Londra e avendo un paio d’ore a disposizione prima di andare a prendere l’aereo di ritorno ho pensato di fare una puntata al British Museum dove, in tanti anni di viaggi da quelle parti, non ero mai stato (lo so, due ore non sono nulla, ma da qualche parte ho letto che si tratta della durata media della visita al Louvre: non ne vado orgoglioso, ma so di essere in vasta anche se non così buona compagnia). Non starò a tediarti con la meraviglia dei bassorilievi di Ninive o della Stele di Rosetta o dei marmi del Partenone né con le giravolte morali che portano […]