Renzi’s Karma

Il problema politico di Matteo Renzi si può riassumere nei termini di una vecchia storiella napoletana, che (in traduzione) dice più o meno così. Esasperato da un pero che non dà mai frutto, un contadino decide di abbatterlo, per poi cedere la legna a uno scultore, che ne fa una statuetta di Sant’Antonio per la parrocchia. Ma quando la domenica, in chiesa, il contadino vede un compaesano che si rivolge alla statuetta per chiedere una grazia, sbotta: «Quand’era pero non faceva le pere, ora che è santo può fare i miracoli?». Da segretario del Pd e capo del governo, trionfatore delle primarie prima e delle europee poi, Renzi aveva non solo il dovere, ma […]

Gli ultimi giapponesi

C’è una poco nota favola giapponese, una storia tra fantasia e realtà di cui non abbiamo un quadro completo ma molti frammenti, che ci permettono di ricostruirla quasi per intero. È la favola della giovane Kōsen, che un giorno divenne sindaca di Tokyo. Kōsen veniva da un partito che non aveva mai governato la città, il Partito dei Cinque Sol Levanti, e su di lei c’erano grandi aspettative e grande curiosità. La favola ci racconta anche la storia delle persone che Kōsen scelse per amministrare, in particolare tre: l’assessore al Bilancio, l’assessore all’Ambiente e l’assessore all’Urbanistica. L’assessore al Bilancio era un importante tecnico di un’importante commissione nazionale. Tutti sapevano che il suo sarebbe stato […]

Populisti su Marte

Luigi Di Maio ha depositato una lista di nomi all’Ordine dei giornalisti per segnalare i professionisti sgraditi a Beppe Grillo, colpevoli di avere attaccato ingiustamente la sindaca Virginia Raggi. E come una madeleine, questo attacco alla stampa ci ha fatto tornare a qualche anno fa, agli editti bulgari di Berlusconi. La cosa che mi ha lasciato interdetta, però, è stata la reazione sinceramente stupita dei direttori dei più importanti e autorevoli quotidiani italiani. Come se il Movimento 5 Stelle non avesse dimostrato in questi anni tutta la sua serietà nel perseguire la delegittimazione delle istituzioni prima e dell’informazione poi. Insomma, perché stupirsi della lettera di Di Maio, quando qualche settimana prima, dalla piazza antistante il parlamento, Alessandro […]

Il potere di una virgola

Cara Left Wing, qualche settimana fa hai pubblicato il solito bel pezzo di Andrea Vigani. Parlava di un libro, East West Street di Philippe Sands, che a sua volta racconta di come sono nati ed entrati nella giurisprudenza internazionale i concetti di crimini contro l’umanità e genocidio. È una storia incredibile e un libro magnifico, di cui ha già scritto quasi tutto Andrea. Quasi, perché c’è un episodio che lui, credo per motivi di spazio, non cita e al quale penso da giorni. Te la faccio breve: a un certo punto i team legali delle quattro nazioni giudicanti (Usa, Gran Bretagna, Francia e Russia) si scornano su un punto e virgola che sta in […]

Non basta dire evviva il mondo aperto

Per ragioni che spero risultino immediatamente comprensibili, quando si parla di legge elettorale a me vengono sempre in mente i borghi putridi. Sarà perché al liceo un po’ di storia (non molta) l’ho studiata, sarà perché in quegli anni – negli anni in cui studiavo al liceo – in Italia quasi non si parlava di leggi elettorali, sarà infine perché in Inghilterra hanno cominciato prima di noi, a cimentarsi col voto, sta di fatto che a me viene sempre in mente la storica battaglia per l’eliminazione dei borghi putridi (e i loro cugini, i cosiddetti borghi tascabili). Inghilterra, anno del Signore 1832. Al governo c’è Lord Charles Grey, con il quale il partito whig […]

L’inquisizione permanente

L’inquisitore avviava la sua indagine sul sospetto, muovendo dal presupposto che l’inquisito è colpevole e deve confessare le proprie colpe. La presunzione di colpevolezza fu una delle virtù cardinali su cui si costruì l’impalcatura dell’arbitrio assoluto, in un processo in cui era l’inquisito a doversi dimostrare innocente e non l’inquisitore a provare la sua colpa. Le indagini erano senza contraddittorio, e il giudice decideva su prove raccolte in segreto. L’imputato era un oggetto inanimato. La logica inquisitoria è sempre stata funzionale allo stato autoritario e l’introduzione della presunzione di non colpevolezza nella Costituzione fu uno degli atti di rottura con il regime fascista. Ecco perché, quando sento Piercamillo Davigo dire cose come «il fatto che un […]

Non rottamiamo il Pd

Non sono tra quelli che rimpiangono i tempi dell’Ulivo e tantomeno dell’Unione, anzi. Molti dei problemi che oggi dobbiamo risolvere affondano le radici nell’inadeguatezza e nella subalternità del riformismo di quegli anni. Di questo abbiamo scritto tante volte, e non ci tornerò. Ma in quegli anni maturò anche qualcosa di buono: il Partito democratico. Forse qualcuno ha rimosso le ragioni per cui facemmo la scelta non semplice di lasciarci alle spalle le nostre case di allora, per costruirne una nuova: il paese aveva bisogno di una grande forza riformista in grado di guidare un processo di cambiamento. Una forza che non fosse l’ennesima invenzione figlia di nessuno, ma che affondasse le radici nelle culture […]

Partiti

Cara Left Wing, non ricordo se ti ho raccontato del giorno che sono arrivato in Cina con la mia brava valigia da expat (non era una valigia grossa, mi dovevo fermare solo qualche mese; un expat per modo di dire, insomma). Nel caso non l’avessi fatto, ti dirò che misi piede a Shanghai nel primo giorno lavorativo dopo le feste del capodanno cinese. La gente lì, in quel paese magnifico, se ha quattro soldi in tasca cerca di rispettare la tradizione secondo la quale per iniziare il nuovo anno uno torna al suo paese natale: le città si svuotano, le autostrade e le stazioni e gli aeroporti si riempiono e decine (anzi: centinaia) di […]

Come (ri)prendere il 40%

Ha ragione Francesco Cundari quando sostiene che non convince l’analisi di chi ritiene che il 40 per cento sia un gran risultato. Il 40 per cento in un referendum è una sconfitta netta, non può mai essere un gran risultato. Però 13 milioni di persone, quelle che hanno votato Sì il 4 dicembre, sono un gran numero. E quindi, in un certo modo, non credo sia sbagliato sostenere che si debba ripartire da lì, se per ripartire da lì non intendiamo esercitarsi in una facile e sbagliata equazione – 40% al referendum = 40% percento alle elezioni per il Pd guidato da Matteo Renzi – ma se lo usiamo come dato inconfutabile di partenza […]

L’orecchio della Repubblica

La prima volta che su Left Wing ci siamo schierati contro la pubblicazione di intercettazioni telefoniche come strumento di condizionamento delle istituzioni democratiche e arma impropria nelle lotte di potere in Italia, in palese violazione di fondamentali principi costituzionali, era il 2005. A sinistra, purtroppo, una simile battaglia è stata sempre a dir poco minoritaria (e a destra quasi sempre interessata, e pertanto condotta solo a fasi alterne). Pazienza. Di fronte, oggi, alla pubblicazione di intercettazioni del presidente emerito della Repubblica, non possiamo che rinnovare il nostro appello a fermare un meccanismo che rischia di erodere le stesse fondamenta del sistema democratico, trascinando le sue massime istituzioni in un gioco di veline, leak e […]