Che libri legge Donald Trump?

Cara Left Wing, ma secondo te che libri legge Donald Trump? Perché leggerà qualcosa, no (oltre ai tweet, voglio dire)? Me lo chiedevo qualche giorno fa, leggendo l’intervista che Michiko Kakutani (la boss dei critici letterari del New York Times) ha fatto a Obama su cosa sono i libri per lui. È una bella intervista, parla dei libri che ha consigliato a sua figlia, della sua passione per la scrittura, del tempo tiranno. Niente di straordinario, se vuoi. Però leggi questo passaggio (la traduzione è mia, accontentati): «La maggior parte delle mie letture quotidiane erano briefing e memo e proposte. E così, facendo lavorare tutto il tempo la parte analitica del cervello, a volte mi […]

L’ascesa del fasciopopulismo

L’elezione di Donald Trump aveva sollevato domande non scontate sulla natura dell’onda populista che in questi anni è cresciuta in tutti i paesi occidentali. I suoi primi atti da presidente hanno dato a quelle domande risposte inequivocabili. Con il «bando ai musulmani» non siamo più nel campo delle sparate e delle provocazioni: tra gli applausi della destra nazional-populista di tutta Europa, da Marine Le Pen a Geert Wilders, passando in Italia per Matteo Salvini e il Movimento 5 Stelle, il presidente degli Stati Uniti ha mostrato di non tenere in alcun conto principi fondamentali alla base del diritto internazionale e della stessa costituzione americana. Lo aveva già fatto a parole, dichiarando senza mezzi termini […]

La politica del falso

Oggi Beppe Severgnini sul Corriere della Sera affronta un tema di cui purtroppo mi occupo da molto tempo: l’utilizzo scientifico e massivo delle bufale, delle bugie, delle false informazioni, all’interno del dibattito politico. La questione è tornata prepotentemente alla ribalta quando è comparsa la notizia (vera questa volta) che il neo eletto Presidente degli Stati Uniti ha fatto un uso sistematico di notizie false nella sua campagna elettorale, uso che pare si sia rivelato determinante per la sua vittoria. Ma Trump non ha inventato niente, in Italia stiamo sperimentando le notizie false come base per il dibattito politico almeno dal 2012. Il partito che trae maggiori vantaggi da questo meccanismo è il Movimento 5 Stelle. E questo non lo […]

Dov’è la vittoria

All’indomani del referendum era giusto preoccuparsi per prima cosa di assicurare un nuovo governo e un passaggio di consegne ordinato, per evitare che la sconfitta del Pd apparisse come una rotta dell’Italia. Un rischio peraltro scongiurato solo in parte, come ha spiegato qui Carlo Derrico, rimettendo in sequenza i non rassicuranti fotogrammi dell’offensiva finanziaria sul nostro paese. Ora però che la sentenza della Consulta sull’Italicum ha sgombrato il campo anche dall’ultimo alibi che sembrava paralizzare la politica italiana, è venuto il momento di riprendere il filo del discorso interrotto il 4 dicembre, guardare in faccia i problemi che quel risultato lascia aperti, gli errori e le responsabilità che chiama in causa, e dirsi finalmente […]

Generazione di fenomeni

Nel Partito democratico è ricomparsa una generazione che in molti davano per sconfitta, ma che appare invece piena di idee e soprattutto di soluzioni. Dirigenti che per oltre un decennio ci hanno indicato il modello della Terza via di Blair e Clinton come unica strada possibile per una sinistra vincente e adesso sembrano sapere meglio di ogni altro che cosa serva ai giovani italiani di oggi. Statisti che evidentemente non hanno alcuna responsabilità nelle regole che caratterizzano il mondo del lavoro, nello scarso ricambio generazionale della pubblica amministrazione, nella mancanza di opportunità per ragazze e ragazzi. Tanto meno nella strada che ci ha portato dall’Ulivo al Partito democratico, che oggi propongono entusiasticamente di ripercorrere a marcia […]

Il ritorno del Muro

Da dove viene tutta questa voglia di muri? Questo desiderio di rinchiudersi dietro un doppio giro di cemento e filo spinato? Ci pensavamo destinati a un mondo senza confini, in cui volare costa come una cena in pizzeria: come siamo finiti accartocciati e impauriti a discutere dei modi più efficaci per chiuderci dentro – l’Europa, l’America, il nostro quartiere – lasciando tutti gli altri fuori? Ero in Irlanda quando si è votato per la Brexit, e mentre sui giornali inglesi si metteva in scena lo psicodramma dell’abbandono, gli irlandesi erano preoccupati di una sola cosa, che non era il mercato comune e non era la fine di un’idea romantica dell’Europa unita. Era il confine […]

L’ottimismo è di sinistra (e pure marxista)

Non sappiamo se siano già il frutto della nuova «fase zen» annunciata all’indomani della sconfitta referendaria, ma le considerazioni autocritiche pronunciate da Matteo Renzi nella sua intervista domenicale a Repubblica autorizzano qualche speranza per il dibattito che si sta aprendo nel Partito democratico. E non solo per la sua solenne promessa di metterci «meno slide e più cuore» (che comunque è sempre meglio del contrario). Certo è ancora presto per pronosticare il risolversi di tutte le tensioni e le recriminazioni tra le diverse correnti democratiche nel nirvana dischiuso dal nuovo Renzi, passato dalla linea della rottamazione senza incentivi dei vecchi dirigenti alla religione della gentilezza amorevole verso ogni essere vivente. In ogni caso, è un […]

Il rischio autoritario si chiama populismo

«Stammi a sentire, se io sbaglio il voto questa volta va a finire che non mangio e non mangiate per una decina d’anni». Così risponde Ugo Fantozzi alla moglie Pina, che gli porge un panino, immerso da giorni in un delirio mistico elettorale in cui scorrono davanti a lui Spadolini, Longo, Pannella, Almirante, come fantasmi dickensiani. Devo dire che anch’io sento in questo momento il peso della scelta, e come Fantozzi ho passato le ultime settimane chiuso in una stanza a studiare, con i fantasmi della riforma costituzionale, della deriva autoritaria e dei padri costituenti. Premetto che ho molti amici che votano No, ma le posizioni del Sì e del No si sono attorcigliate in […]

L’urgenza di riformare una pessima riforma

Sono stato eletto sindaco della mia città, Lugo di Romagna, nel maggio del 1993, quando c’erano ancora i gruppi Pci e Dc (il consiglio comunale era stato eletto prima del congresso di Rimini). Dal 1990 al 2001 ho vissuto l’unico ciclo di riforme istituzionali di questo paese. Nel ’90 si vara la legge 142, «Ordinamento degli enti locali», attesa dalla nascita della Repubblica, poi la 241, «Riforma del procedimento amministrativo» e infine nel 1993 l’elezione diretta dei sindaci. Finalmente si dava corpo a quanto scritto nella Costituzione e si sanciva il ruolo dei comuni a fondamento della nostra repubblica. Ordinamento, amministrazione, elezione: avevamo la sensazione di cambiare finalmente lo stato italiano, il Pci vinceva […]

Non avvertite anche voi lo scricchiolio?

In questa fase di scontro tra titaniche convinzioni, di confronto sull’efficacia persuasiva di una tesi sull’altra, esprimo qualche considerazione di natura più emozionale circa la riforma affidata al referendum confermativo. Comincio dalla reazione avuta all’epoca della sua presentazione, a caldo: una sottile delusione, una condivisione tenue, un renitente consenso. Mi era parsa sin da subito una scelta caratterizzata dal compromesso, quale in effetti era. Una manutenzione straordinaria, ancorché l’edificio fosse contraddistinto da crepe tali da giustificare una più profonda ristrutturazione. Mi riferisco al grado di ammaloramento del sistema politico democratico, schiacciato dalla pressione e rapidità dei mutamenti sociali, culturali ed economici provocati dalla globalizzazione e dagli effetti della rivoluzione tecnologica, e dalla conseguente mobilità […]